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Chetogenica

Chetoni: cosa sono e a cosa servono

chetoniProbabilmente hai già sentito parlare in diverse occasioni di chetoni, ma sai con esattezza di cosa si tratta?

In questo articolo ti spiegherò che cosa sono i corpi chetonici e per quale motivo vengono prodotti, in alcune situazioni, dal nostro organismo.

Quando la concentrazione di chetoni nel nostro sangue sale al di sopra di una certa soglia, vuol dire che ci troviamo in uno stato chiamato chetosi.

Ti parlerò quindi della chetosi nutrizionale e di quali sono i benefici che il raggiungimento di questa particolare condizione può garantire al tuo corpo.

Seguire in maniera corretta una dieta chetogenica è indubbiamente la maniera migliore per portare e mantenere il corpo in questo stato.

Continua nella lettura se vuoi saperne di più su questo argomento! 

Che cosa sono i chetoni?

chetoniPartiamo dal principio. Di norma tutte le cellule del nostro corpo ottengono l’energia di cui necessitano a partire dai carboidrati che introduciamo attraverso l’alimentazione. Infatti, la fonte energetica per eccellenza è proprio il glucosio, uno zucchero.

Tuttavia, quando l’apporto di questi macronutrienti risulta essere insufficiente, il nostro organismo inizia ad utilizzare i grassi per produrre l’energia di cui ha bisogno.

È questa la situazione in cui vengono prodotti i cosiddetti corpi chetonici, dei metaboliti “costruiti” dal fegato a partire dalla scomposizione dei grassi. In questa maniera l’organismo inizia ad utilizzare proprio i chetoni come fonte energetica, destinandoli in particolare ai muscoli, al cuore ed al cervello.

Questo processo è noto come chetogenesi, che significa, per l’appunto, “formazione di chetoni”. 

Le tipologie di chetoni 

I chetoni possono essere di 3 tipologie differenti:

  • acido acetoacetato;
  • acetone;
  • acido beta-idrossibutirrato.

In condizioni normali i chetoni sono presenti nel nostro sangue in piccolissime quantità, ma iniziano ad aumentare in caso di digiuno prolungato oppure quando si segue un regime alimentare caratterizzato da un apporto limitato di carboidrati (come la dieta chetogenica).

Un’alta concentrazione di chetoni, tuttavia, può essere associata anche ad alcune patologie metaboliche: è importante distinguere, allora, tra chetosi nutrizionale (o alimentare) e chetoacidosi patologica. 

Che cos’è la chetosi 

chetoniNel momento in cui la concentrazione di chetoni nel sangue supera una certa soglia, si entra in una particolare condizione detta chetosi. È una condizione del tutto naturale in cui il corpo umano ottiene l’energia bruciando i grassi al posto dei carboidrati.

Ma in che modo si entra in chetosi? E perché dovresti prendere in considerazione di raggiungere questa condizione?

Questo stato può essere instaurato attraverso l’alimentazione chetogenica, una particolare strategia nutrizionale caratterizzata da un apporto molto limitato di carboidrati. In questo caso parliamo di chetosi nutrizionale, una condizione fisiologica che, come vedrai, può assicurarti diversi benefici

È importante sottolineare che la chetosi indotta da una strategia alimentare chetogenica è ben diversa dalla chetoacidosi clinica, condizione propria di alcune malattie del metabolismo. In questo ultimo caso, l’alta concentrazione di chetoni è un sintomo da tenere sotto controllo medico e che potrebbe portare a delle conseguenze anche gravi per la salute. 

Quando la chetosi è determinata da una precisa strategia nutrizionale e viene monitorata nel corso del tempo, quindi, non è dannosa. Al contrario, può rivelarsi un importante alleato per la tua salute, il tuo benessere e per la prevenzione di alcune malattie. 

I benefici della chetosi

chetoniAumentando la concentrazione di chetoni puoi ottenere una serie di effetti positivi per il tuo organismo e per il tuo stato di salute generale. Vediamo quali sono.

  • Perdita di peso: come abbiamo già detto, quando si trova in chetosi il corpo inizia a bruciare i grassi al posto degli zuccheri. Grazie ai chetoni, il tessuto adiposo accumulato e i grassi assunti attraverso l’alimentazione verranno usati, al posto del glucosio, come fonte energetica primaria. Per questa ragione è considerata una delle diete più efficaci per chi voglia perdere peso velocemente, eliminando il grasso in eccesso e ottenendo un corpo tonico. Inoltre, è stato dimostrato che questo regime alimentare promuove un generale senso di sazietà, garantito da un maggiore apporto di grassi rispetto ai carboidrati. 
  • Aumento dell’energia: si ritiene che l’utilizzo dei corpi chetonici come fonte energetica permetta a cuore e cervello di lavorare meglio, si stima il 25% in più rispetto al normale. Ciò rende possibile una maggiore concentrazione e migliori performance cerebrali. 

Chetosi e potenziale prevenzione di alcune malattie

La chetosi, poi, è in grado di  assicurarti una serie di ulteriori benefici legati alla prevenzione di patologie di vario genere:

  • diabete mellito: un apporto molto ridotto di carboidrati si rivela una strategia vincente per prevenire l’insorgenza dell’insulino resistenza che, com’è noto, può portare al diabete di tipo 2;
  • malattie cardiovascolari: secondo diversi studi, un regime alimentare chetogenico aiuta a ridurre l’ipertensione, il colesterolo LDL (quello che viene chiamato “cattivo”) e i trigliceridi. Si tratta, com’è noto, dei principali fattori di rischio delle patologie che riguardano l’apparato cardio-circolatorio. È stato dimostrato, inoltre, che seguire questo tipo di alimentazione aiuta a ridurre la glicemia e ad abbassare il pH del sangue;
  • morbo di Parkinson ed epilessia: trattandosi di antiossidanti neuroprotettivi, i chetoni sono riconosciuti come il miglior “carburante” per il nostro cervello. Per questa ragione molti studi affermano che l’alimentazione chetogenica rappresenti uno strumento efficace nella prevenzione di malattie neurodegenerative come il Parkinson ed il morbo di Alzheimer, come anche nel trattamento dell’epilessia, anche nei bambini;
  • sindrome metabolica: una dieta che innalzi il livello di chetoni può prevenire in maniera efficace l’insorgenza dei sintomi associati alla cosiddetta sindrome metabolica.

Insomma, i benefici derivanti dal seguire una dieta caratterizzata da un basso apporto di carboidrati sono molteplici: l’importante è farlo sempre con criterio e seguendo alcune regole fondamentali. 

I possibili effetti collaterali 

Bisogna essere consapevoli che il raggiungimento della chetosi nutrizionale può accompagnarsi ad una serie di effetti collaterali. I sintomi più comuni (a volte raggruppati sotto il nome di keto-flu o keto-influenza) sono spossatezza, mal di testa, stitichezza, alitosi. Comunque sia si parliamo di una sintomatologia non grave e che di solito è destinata a scomparire dopo breve tempo. Dopo qualche settimana, infatti, solitamente non si hanno più disturbi. 

Mentre si segue una dieta chetogenica, inoltre, è importante assicurarsi un apporto sufficiente di liquidi (meglio se della semplice acqua) e fare un controllo periodico delle funzionalità renali.

È fondamentale, inoltre, che le persone che assumono farmaci o che presentino una qualunque patologia o disturbo dell’alimentazione, consultino il proprio medico o uno specialista prima di iniziare a seguire qualunque tipo di dieta. In questo modo è possibile iniziare a seguire questo percorso con serenità e senza rischiare di incorrere in problematiche.

Ma capiamo qualcosa di più.


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Dieta chetogenica e chetoni

chetoniCome puoi intuire facilmente dal nome, l’obiettivo primario della dieta chetogenica è quello di indurre la produzione di chetoni. Se seguita nella maniera corretta e per un periodo di tempo sufficiente, questa particolare alimentazione ti permette di entrare in chetosi. 

Parliamo di una strategia nutrizionale basata su una drastica riduzione dei carboidrati. Non avendo a disposizione gli zuccheri, il tuo corpo, come abbiamo visto, inizierà a bruciare i grassi, anche quelli accumulati nel tessuto adiposo.

Cos'è la dieta chetogenica

Ma in cosa consiste la dieta chetogenica?

Si tratta di un regime alimentare LCHF (low-carb e high-fat), che prevede una significativa limitazione di zuccheri e amidi a favore dei grassi, mentre l’apporto di proteine rimane pressoché invariato rispetto ad un regime convenzionale.

Seguendo questo tipo di alimentazione, non si assumono gli alimenti che contengono carboidrati (quali pane, pasta, riso, patate e legumi) e si basa la propria dieta su altri alimenti ricchi di grassi e proteine (verdura, carne, pesce, uova, semi oleosi).

Per aumentare i chetoni e raggiungere la chetosi, questo tipo di dieta è caratterizzato da un apporto massimo di carboidrati che si attesta sui 20 grammi quotidiani. Per fornire un’indicazione orientativa, possiamo dire che la chetogenica prevede queste percentuali: 70% di grassi, 20 % di proteine e 10% di carboidrati.

I tempi della produzione di chetoni 

E per quanto riguarda i tempi? Quanti giorni si impiega per entrare in chetosi?

Occorre innanzitutto dire che i giorni necessari per entrare in chetosi possono variare notevolmente da persona a persona.

Quello della produzione di chetoni è un processo determinato da diversi fattori, dunque è estremamente difficile fare delle previsioni relativamente alle tempistiche. Indicativamente ci possono volere dai 2 ai 4 giorni.

Ad ogni modo è possibile controllare facilmente la concentrazione dei chetoni nel sangue per scoprire se si è raggiunta o meno la chetosi.

Come misurare i chetoni 

chetoniSe hai deciso di seguire una dieta chetogenica, è un’idea iniziare a monitorare ad intervalli regolari la concentrazione di chetoni nel tuo sangue. Solo così potrai valutare correttamente l’andamento del tuo percorso ed, eventualmente, apportare delle modifiche al tuo piano alimentare.

Come puoi fare per misurare la concentrazione dei corpi chetonici all’interno del tuo organismo? 

In commercio sono disponibili dei test molto semplici ed intuitivi, che possono essere eseguiti davvero da chiunque. In questo modo puoi verificare con facilità qual è la concentrazione di chetoni nel sangue, utile soprattutto se è la prima volta che ti cimenti con questo tipo di dieta. Questo è quello che utilizzo io >>

Oltre alla possibilità di tracciare i livelli di chetoni nel sangue, uno dei metodi più facili ed economici sono le strisce per le urine, che possono essere acquistare comodamente in farmacia oppure online; in alternativa può essere eseguito un semplice test con un misuratore di chetoni nel respiro. Questo è quello che utilizzo personalmente >>

I parametri per misurare i chetoni

Ma quali sono i parametri che ti permettono di capire se sei o meno in chetosi?

Quando la concentrazione di chetoni è inferiore ai 0,5 millimoli per litro di sangue, possiamo essere sicuri di non essere in chetosi. Se il valore è compreso tra le 0,5 e le 1,5 millimoli siamo di fronte ad una forma leggera di chetosi. Mentre, siamo certamente in chetosi se la concentrazione di corpi chetonici nel sangue è tra i 1,5 e i 3 millimoli per litro.

Devi considerare, inoltre, che superando i 3 millimoli di chetoni per litro potresti andare incontro a delle problematiche per la tua salute. Ad ogni modo si tratta di valori difficilmente raggiungibili con una dieta, e che, in genere, sono il sintomo di alcune patologie

Chetoni esogeni: servono davvero? 

chetoniOggi è facile trovare in commercio i chetoni esogeni.

Di cosa si tratta? 

Si tratta di integratori che permettono di raggiungere la chetosi alimentare grazie all’assunzione di chetoni sintetici.

Si tratta, naturalmente, di preparati da assumere solo sotto stretto controllo di una persona qualificata, dal momento che un’assunzione eccessiva di chetoni, come abbiamo visto, potrebbe rivelarsi nociva per il nostro organismo. 

In ogni caso, occorre sottolineare che raggiungere la chetosi con l’utilizzo di chetoni esogeni potrebbe precludere il raggiungimento di alcuni dei benefici che abbiamo sinora esposto, derivanti dalla limitazione dell’apporto di carboidrati.

Quindi, a mio avviso, la maniera migliore per raggiungere la chetosi rimane indubbiamente quella di seguire nella maniera più opportuna un regime alimentare chetogenico, che ci permette di instaurarla in maniera naturale.


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