Calcolo BMI: cos’è e a cosa serve l’indice di massa corporea

Come si calcola il BMI, l’indice di massa corporea? Il BMI è un parametro usato come guida per determinare il tuo obiettivo. Scopri il tuo!

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Vuoi saperne di più sul calcolo del BMI? Il Body Mass Index è uno strumento fondamentale nella valutazione della salute e del benessere. Utilizzato da medici e dietologi come guida per ritrovare la forma fisica, permette di intraprendere un percorso di dimagrimento mirato, a patto però di non essere letto come un parametro assoluto.

Se sei a dieta o lo sei stato, quasi certamente ti sarà capitato di sentirne parlare. Come ogni formula matematica tuttavia, questo calcolo rappresenta solo una visione parziale del tuo stato di salute e della tua forma. Ecco perché è importante capirne a fondo la funzione!

Cosa rappresenta veramente il BMI e perché tutti vogliono conoscerlo?

In questo articolo vediamo nel dettaglio il concetto di “indice di massa corporea”, i modi per calcolarlo e soprattutto come interpretarlo.

Vuoi dire addio ai chili di troppo? Allora perché non intraprendere un nuovo regime alimentare che ti aiuti a raggiungere il tuo BMI ideale, come per esempio la dieta chetogenica

Prenditi un momento per immergerti nel mondo del BMI e scopri come questo semplice calcolo può offrire preziose informazioni sulla tua salute generale, soprattutto se affiancato ad uno stile di vita sano ed a una corretta alimentazione: il viaggio che ti attende è a dir poco sorprendente! 

Calcolo BMI: cos’è?

Calcolare il BMI significa effettuare un’operazione matematica per trovare il “Body Mass Index”, in italiano “indice di massa corporea“. Non a caso, è molto comune trovare articoli scientifici e testi che utilizzano la sigla italiana per questo termine, cioè IMC.

Ecco vanificato il primo dubbio: BMI e IMC sono quindi la stessa cosa. Tale parametro, espresso con un numero compreso tra 18.5 e 30 o più, aiuta a capire se una persona sia sottopeso, normopesosovrappeso o obesa.

Con questi termini ci si riferisce a tre condizioni particolari: una persona sottopeso infatti, presenta una massa corporea o peso inferiore a quello o ritenuto sano per svolgere le attività quotidiane in sicurezza.

Chi è normopeso si trova invece in una situazione ideale, in quanto la sua massa corporea non è né troppa né troppo poca. Ciò significa che l’individuo si trova in una forma fisica da preservare, per esempio attraverso una dieta equilibrata e un po’ di attività fisica.

Va da sé quindi che chi si trova sovrappeso ha accumulato nel tempo una massa corporea superiore rispetto a quella ritenuta salutare e per evitare di sfociare in una condizione di obesità dovrà intraprendere misure volte a ridurre il proprio peso.

Le cose tuttavia si complicano leggermente: ciascuna delle categorie appena evidenziate corrisponde non ad un singolo valore di BMI, ma ad un intervallo numerico. Ecco quindi spiegata la suddivisione corretta.

BMI: calcolo e interpretazione dei valori 

Fatte queste premesse, la domanda sorge spontanea: come si calcola nella pratica il BMI? Posso farlo a casa o devo necessariamente richiedere una consulenza specialistica? Su questo punto occorre fare chiarezza.

Chiunque, dotato di una calcolatrice, un metro e una bilancia, può calcolare il proprio BMI. Per effettuare una corretta interpretazione dei dati invece, è sempre necessario un parere di un medico o di un nutrizionista.

Il BMI o IMC, è una misura utilizzata per valutare la relazione tra il peso e l'altezza di una persona. Questo indice fornisce una stima della quantità di grasso corporeo, ed è ampiamente utilizzato come indicatore generale dello stato ponderale del soggetto. 

Non tutti coloro che presentano un BMI elevato tuttavia devono preoccuparsi: esso può infatti dipendere da una struttura muscolare particolarmente sviluppata, e pertanto non deve essere usato per ritrovare una forma fisica ideale. 

Ricorda che il BMI non tiene conto della composizione corporea, cioè la proporzione di massa magra (come muscoli e ossa) e massa grassa nel corpo. Poiché i muscoli sono più densi del grasso, una persona con una maggiore massa muscolare può avere un BMI più alto senza essere sovrappeso.

Formula per calcolare il BMI

Il calcolo del BMI si basa sulla seguente formula:

BMI = peso / altezza2

dove: ​

  • peso” è il peso della persona espresso in chilogrammi (kg);
  • il simbolo “/” esprime l’operazione matematica di divisione;
  • altezza” è l'altezza della persona espressa in metri (m) elevata al quadrato, vale a dire moltiplicata per se stessa.

Ecco un esempio pratico per comprendere meglio come calcolare il BMI: Se sono una donna che pesa 65 kg e sono alta 1,60 m, il mio indice di massa corporea equivarrà a:

BMI = 65 / (1,60 x 1,60) = 25,3.

Per prima cosa occorre effettuare la moltiplicazione, 1,60 x 1,60. Il risultato è 2,56. In secondo luogo, sarà necessario dividere 65 per 2,56. Il risultato è 25,3. Sono quindi in un leggero sovrappeso.

Ecco come collocare il risultato ottenuto da questa divisione:

  • Sottopeso: BMI < 18.5
  • Normopeso: BMI compreso tra 18.5 e 24.9
  • Sovrappeso: BMI compreso tra 25 e 29.9
  • Obesità: BMI > 30

Come accennato, il BMI ha alcune limitazioni e non tiene conto della distribuzione del grasso corporeo o di altri fattori specifici della struttura fisica di ciascun individuo. Pertanto, è consigliabile consultare un professionista della salute per una valutazione più completa della tua salute.

Calcolo BMI uomini e donne: quali sono le differenze?

Molte persone affermano che il BMI dovrebbe essere rapportato al genere, e quindi variare tra uomini e donne. In realtà, questa è una valutazione imprecisa. Il legame tra sesso e indice di massa corporea non è infatti lineare, ma dipende da più fattori.

Il BMI non tiene in considerazione elementi come la quantità di massa muscolare, la composizione scheletrica e il grasso naturalmente presente nel corpo (quello cioè fisiologico e non frutto delle cattive abitudini). È noto che gli individui di sesso maschile in media presentano una muscolatura e una struttura ossea superiori rispetto alle persone di sesso femminile. 

Gli anziani, al contrario, solitamente mostrano una maggiore debolezza rispetto ai giovani, mentre le donne possiedono una percentuale superiore di grasso essenziale necessario per la funzione riproduttiva. Per quanto riguarda le ossa, è possibile arricchire il calcolo dell'IMC con formule supplementari che consentono di stimare anche questa variabile, così da ottenere risultati più precisi.

È possibile calcolare il BMI nei bambini?

Secondo quanto fino ad oggi elaborato dalle scienze pediatriche, il calcolo del BMI non risulta il metodo più adatto per determinare la forma fisica dei bambini. Esso può dare risultati affidabili solo a partire dalla maggiore età, vale a dire quando la crescita dell’individuo cessa.

Per i più piccoli si utilizza invece il cosiddetto metodo dei percentili, il quale si adatta meglio alle caratteristiche fisiche di un individuo in crescita. Ma come funziona questo metodo? Dopo aver rilevato il peso del bambino, si determina il percentile in cui si colloca il BMI in base alle tabelle. Ad esempio, un bambino con un BMI al 75° percentile ha un BMI superiore a quello del 75% dei bambini della stessa età e sesso.

L’interpretazione del dato, come sempre, deve essere effettuata dal pediatra. Ad esempio, i bambini con BMI al di sotto del 5° percentile sono spesso considerati sottopeso, quelli tra il 5° e il 85° percentile sono nella norma, quelli tra l'85° e il 95° percentile appartengono alla categoria del sovrappeso, mentre quelli con BMI al di sopra del 95° percentile possono essere considerati in grave sovrappeso o obesi.

Rischi connessi a un BMI alto

Spesso, nel corso della vita il BMI sale. Ciò può essere dovuto ad una gravidanza, alla all’abbandono di una pratica sportiva regolare o ad un periodo di stress. Dunque, se esso torna rapidamente nella norma, nessun problema. Ma cosa accade quando il valore rimane alto a lungo? In tale caso, sarà necessario un intervento per tornare in forma.

Questa valutazione è particolarmente significativa per coloro che rientrano nelle categorie forte sovrappeso e obesità, poiché tali condizioni sono associate a un aumento del rischio di diverse malattie come il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari, i problemi articolari legati al sovraccarico, le disfunzioni ormonali, tumori e, per le donne in età fertile, possibili alterazioni del ciclo mestruale, difficoltà di concepimento e rischi elevati durante la gravidanza, sia per la madre che per il bambino.

Se ti trovi a confrontarti con un BMI superiore a 25 quindi, intraprendere un percorso di perdita di peso può essere un’ottima idea. Tale decisione ti aiuterà non solo a prevenire gravi patologie, ma anche a sentirti meglio con te stessa e aumentare così la tua autostima. Di seguito trovi un esempio di alimentazione indicata per perdere peso in modo sano!

Controllare l’indice di massa corporea con la dieta

Mantenere un peso corporeo adeguato è cruciale per la salute generale, e la dieta svolge un ruolo fondamentale nel controllo dell'indice di massa corporea

Uno degli approcci dietetici che ha guadagnato sempre più popolarità nel controllo del BMI è la dieta chetogenica. Questa alimentazione, caratterizzata da un'assunzione significativamente ridotta di carboidrati e un aumento dei grassi sani, è stata associata a notevoli benefici per la gestione del peso. Diversi studi hanno evidenziato che riducendo i carboidrati il corpo entra in uno stato di chetosi, in cui inizia a utilizzare i grassi come principale fonte di energia. 

Se protratta nel tempo, la chetosi può favorire la perdita di peso e aiutare a mantenere il BMI entro livelli salutari, ovvero compreso tra 18.5 e 24.9. Tuttavia, è essenziale adottare qualsiasi dieta con cautela e sotto la supervisione di professionisti della salute, poiché le esigenze nutrizionali possono variare da persona a persona. 

Se vuoi perdere peso, quello di cui hai bisogno è un approccio alimentare bilanciato e sostenibile, da integrare per quanto possibile a una regolare attività fisica. Questi due fattori rappresentano la chiave per raggiungere e mantenere un BMI ottimale nel lungo termine!

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Dieta chetogenica: cosa si mangia?

Come visto, la dieta chetogenica è un regime alimentare basato sull'induzione di uno stato metabolico chiamato chetosi. Caratterizzata da un'alta percentuale di grassi, una moderata quantità di proteine e un basso apporto di carboidrati, questa nutrizione incoraggia il corpo a utilizzare i grassi come principale fonte di energia

Gli alimenti consentiti saranno quindi per la quasi totalità “low carb”, cioè poveri di carboidrati (zuccheri). Tra di essi rientrano:

  • carni (manzo, pollo, tacchino, ovini);
  • pesce azzurro (salmone, tonno, sgombro, aringhe);
  • uova;
  • latticini grassi (gorgonzola, grana, mozzarella);
  • frutta a guscio non zuccherata (noci, mandorle, anacardi, nocciole);
  • olio extravergine di oliva, burro, burro ghee;
  • una vasta gamma di verdure a basso contenuto di carboidrati (zucchine, broccoli, cavoli, cetriolo, avocado, insalata, spinaci);
  • frutti rossi (lamponi, mirtilli, ribes, more).

Al contrario, alimenti zuccherati artificialmente, legumi, cereali e alcuni vegetali ad alto contenuto di carboidrati come zucca, carote e pomodori devono essere esclusi. Questa restrizione di carboidrati stimola la produzione di corpi chetonici nel fegato, favorendo la perdita di peso e offrendo benefici potenziali per la salute metabolica. Prima di intraprendere questa dieta in ogni caso, ricorda di consultare un professionista della salute!

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Quanto si perde con la dieta chetogenica?

La scienza lo conferma: seguendo la dieta chetogenica con costanza e per almeno 21 giorni, è possibile ottenere buoni risultati in termini di dimagrimento. Ma nella pratica, quanto si perde con la dieta chetogenica?

Innanzitutto è bene sottolineare sin da subito che il numero di chili persi può variare significativamente da persona a persona e dipende da diversi fattori, tra cui il peso di partenza, il livello di attività fisica, il metabolismo individuale e la conformità alla dieta. 

Quasi sempre, le persone sperimentano una perdita di peso iniziale più rapida durante le prime settimane di chetogenica, principalmente dovuta alla riduzione dei depositi di glicogeno e alla perdita di acqua legata ad essi.

Alcuni studi suggeriscono che, in media, le persone possono perdere da 1 a 3 chili durante la prima settimana di adozione della dieta chetogenica. Successivamente, la perdita di peso può rallentare e stabilizzarsi a un ritmo più moderato. 

Niente di male però! L’unica perdita di peso efficace è quella che prevede un andamento graduale, in modo che il corpo si adatti a tutti i cambiamenti in atto e possa rispondere secondo le proprie modalità specifiche!

Calcolo BMI: un parametro utile ma non assoluto!

Raggiungere il BMI ideale quindi, sia che ci si trovi in sovrappeso o sottopeso, richiede un approccio olistico che coinvolga modifiche nella dieta, nell'attività fisica e nello stile di vita più in generale.

Se sei sovrappeso, la combinazione di una dieta chetogenica e un aumento graduale dell'attività fisica può essere la chiave per il successo: concentrandoti su alimenti nutrienti, riducendo il consumo di cibi ad alto contenuto calorico e incorporando porzioni più piccole raggiungerai un BMI ideale in maniera sana e soprattutto duratura! 

Ricorda che il BMI è solo un numero: ecco perché ancor prima di focalizzare la tua attenzione su di esso il consiglio è di coltivare appieno la tua autoconsapevolezza alimentare (e non solo), in modo da imparare ad ascoltare il tuo corpo e le tue necessità, senza esagerazioni!

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