Intestino gocciolante: cosa sapere sulla permeabilità intestinale

Intestino gocciolante, ecco cosa devi sapere: dalle cause ai sintomi e ai consigli per gestire questa sindrome, anche con l’alimentazione!
intestino gocciolante

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La sindrome del cosiddetto intestino gocciolante è una condizione patologica emersa alla ribalta nel corso degli ultimi decenni. Il termine proviene dall’inglese “leaky gut”, coniato di recente ma già molto diffuso nella comunità scientifica.

L’intestino gocciolante è una malattia influenzata, secondo la maggioranza degli studi, da patologie come il diabete, la celiachia e le disfunzioni tiroidee autoimmuni, ed è più probabile che insorga nelle donne (ma anche negli uomini) predisposti ad essa sulla base di fattori genetici.

In questo articolo ti parlo dell’argomento: tuttavia, esso è stato scritto esclusivamente a fini informativi e non pretende in alcun modo di proporsi come parere specialistico.

Nonostante le fonti citate siano tutte di provenienza medica accertata e reputabile, ti invito a verificare il parere di un esperto in materia in modo da ottenere un consulto ritagliato sulle tue condizioni biologiche, genetiche e alimentari specifiche. Evita, di conseguenza, qualsiasi rimedio fai-da-te!

Detto ciò, possiamo addentrarci nel merito. Scopriamo, quindi, cos’è l’intestino gocciolante e perché è importante non sottovalutare questa condizione.

Cos’è l’intestino gocciolante

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L’intestino gocciolante, definito anche come sindrome dell’intestino permeabile, è una condizione patologica riconducibile ad un deterioramento della barriera intestinale.

Questa barriera ha il principale scopo di proteggere e mantenere in equilibrio la flora batterica e le mucose responsabili del processo di digestione. Nello specifico, la barriera intestinale favorisce il corretto assorbimento dei nutrienti attraverso il sangue ed impedisce l’infiltrazione di tossine, agenti patogeni e sostanze allergizzanti nel sistema circolatorio.

Utilizzando una metafora, possiamo paragonare un intestino gocciolante ad un rubinetto che perde. Nell’intestino affetto da eccessiva permeabilità, infatti, si vengono a creare delle “falle” nelle mucose, attraverso le quali le proteine antigeniche, le tossine, e altri microrganismi nocivi possono passare, immettendosi nel sangue ed entrando in circolo nel corpo.

Prima di vedere in dettaglio le cause che risiedono all’origine di questa condizione intestinale, è bene ricordare meglio cos’è la barriera intestinale e i vari strati che la compongono.

Alla scoperta della barriera intestinale

L’intestino presenta vari altri scopi. Una caratteristica di grande rilievo è che esso funge da importantissimo discrimine tra il mondo interno e quello esterno: noi ingeriamo del cibo, dal quale vengono presi i nutrienti, e non solo.

Di fatti, l’intestino si occupa anche di isolare e, poi, espellere le tossine non gradite dal nostro organismo, evitando che si immettano nel circolo sanguigno.

Che cosa protegge la barriera intestinale?

Oltre alla mucosa intestinale (di cui parleremo in seguito), ecco gli altri elementi che cooperano per difendere l’intestino:

  • sistema immunitario: l’intestino è provvisto di numerose stazioni linfonodali, ossia dei veri e propri filtri biologici che eliminano germi, batteri, e altri agenti patogeni. Inoltre, l’intestino ospita più di metà delle cellule immunitarie dell’organismo;
  • muco: correlato alla mucosa intestinale, il muco è una sostanza viscosa che facilita il passaggio del cibo attraverso l’intestino. In aggiunta a ciò, intrappola gli agenti patogeni e ne favorisce l’espulsione mediante le feci;
  • antibiotici naturali: si tratta di microrganismi presenti naturalmente nel corpo che combattono una vasta gamma di batteri nocivi;
  • enzimi digestivi: essi sono di origine intestinale o epatica, e si occupano di digerire le proteine animali dall’elevato potenziale allergizzante;
  • flora intestinale: composta da batteri buoni costantemente sotto osservazione da parte del sistema immunitario, contiene batteri saprofiti che competono con funghi e batteri nocivi per l’adesione alla mucosa intestinale e il nutrimento.

Attuare delle strategie di miglioramento mirate per ognuno di questi aspetti può, quindi, favorire il miglioramento dell’intestino gocciolante.

Mucosa intestinale e intestino gocciolante: un’importante correlazione

intestino gocciolante mucosa

Vediamo ora il ruolo della mucosa intestinale. Per quanto riguarda la protezione della barriera intestinale, la mucosa compone lo strato più interno dell’intestino, si affaccia sul lume ed è a stretto contatto con i prodotti del processo digestivo.

La mucosa è composta da tre sezioni: uno strato di cellule epiteliali, un tessuto connettivo che mantiene l’epitelio nella sua posizione, e un lieve strato di muscolo.

Lo strato epiteliale dell’intestino è solcato da un numero elevatissimo di villi intestinali. Essi sono delle estroflessioni a forma di dita che hanno lo scopo di aumentare la superficie assorbente dell’intestino. Questi villi, infatti, sono composti a loro volta da dei microvilli, ossia delle estroflessioni digitoformi che amplificano ulteriormente le capacità di assorbimento dell’intestino.

I villi intestinali sono composti da cellule che, a loro volta, sono unite tra di loro dalle cosiddette “tight junctions”, oltre che dai desmosomi. “Tight junctions” e desmosomi hanno il compito di sigillare ermeticamente lo spazio intercellulare in modo da evitare la penetrazione nel sangue di sostanze nocive ed indesiderate nel resto dell’organismo. Al contempo, trattengono al proprio interno i nutrienti utili appena assorbiti.

Quali sono le cause alla base dell’intestino gocciolante?

intestino gocciolante cause

La disfunzione nei meccanismi di sigillo dei villi e microvilli intestinali è la causa principale per cui è possibile parlare di intestino gocciolante.

Di fatti, la mancata capacità dei villi di chiudersi ermeticamente consente alle sostanze nocive di infiltrarsi attraverso queste fessure, le quali si configurano così come delle vere e proprie brecce all’interno della struttura della mucosa intestinale.

Viene, così, a mancare quella protezione che tiene alla larga le sostanze nocive dal sistema sanguigno. La conseguenza è che gli antigeni allergizzanti, le tossine e, più in generale, i microrganismi dannosi per il benessere del corpo umano entrano in circolazione, raggiungendo così gli altri organi.

Le principali cause

Le cause sottostanti l’intestino gocciolante, tuttavia, possono essere molteplici e non è semplice individuarle. Vediamo un elenco di possibili effetti scatenanti:

  • predisposizione genetica: avere un’inclinazione all’intolleranza di certi alimenti (come il glutine) amplifica i sintomi dell’intestino gocciolante;
  • alimentazione scorretta: collegato al primo punto, un’alimentazione caratterizzata da eccessi alimentari reiterati nel tempo può provocare degli squilibri interni all’intestino. Nello specifico, è dimostrato come l’abuso di alimenti contenenti glutine, zuccheri, cereali raffinati e derivati di vario tipo possa favorire notevolmente l’insorgenza di questa condizione. L’alimentazione scorretta è, dunque, un’altra delle principali cause di intestino gocciolante;
  • inquinanti alimentari: l’utilizzo di pesticidi e di altri additivi alimentari può avere ripercussioni, in quanto contengono tossine di varia natura dotate di proprietà mutagene e cancerogene ovviamente molto dannose per l’organismo;
  • terapie antibiotiche e/o cortisoniche: è risaputo che gli antibiotici eliminano tutti i batteri presenti nell’organismo, inclusi quelli “buoni” che regolano l’attività della flora batterica intestinale. Il cortisone, invece, agisce come immunosoppressore, comportando dei potenziali effetti collaterali intestinali. Pertanto, una terapia a base di antibiotici o cortisone prolungata può portare ad una sindrome da intestino gocciolante;
  • abuso di lassativi: un eccessivo utilizzo di lassativi altera la flora batterica intestinale e la mucosa, aumentando la probabilità di generare falle nei villi;
  • abuso di alcolici;
  • disbiosi intestinale: correlato alla flora batterica, indica un generale disequilibrio della flora batterica intestinale;
  • stress: qualora tu stia attraversano un momento della tua vita caratterizzato da forte stress, ecco che esso potrebbe influenzare il benessere del tuo intestino. In questi casi, è vivamente consigliato seguire un’alimentazione sana per bilanciare gli effetti negativi dello stress.

Esistono, inoltre, cause più rare, ancora più difficile da individuare e che richiedono la competenza di un esperto in materia. Pertanto, consulta il tuo medico ed evita diagnosi fai-da-te.

Conseguenze: una brevissima rassegna

Ricorda che l’intestino gocciolante non è assolutamente da sottovalutare!

Esso, infatti, può portare a delle complicanze che includono:

  • infiammazione cronica della situazione di permeabilità (destinata a peggiorare in un circolo vizioso);
  • iperattivazione delle risposte immunitarie dell’organismo ed incapacità di esso di distinguere tra i cibi sani e quelli nocivi (cosa che potrebbe sfociare in allergie);
  • ingresso di microrganismi dannosi nel sistema circolatorio che possono avere ripercussioni di natura infiammatoria su altri organi del corpo.

Sintomi dell’intestino gocciolante

intestino gocciolante sintomi

Nonostante il parere dello specialista sia imprescindibile, possiamo comunque stilare una lista di sintomi da tenere sotto osservazione qualora si presentino per un periodo di tempo duraturo. Se così fosse, queste condizioni andrebbero esposti al proprio medico di fiducia.

Ecco qui di seguito una lista di alcuni dei sintomi:

  • disturbi intestinali: trattandosi dell’area direttamente interessata, l’intestino gocciolante può provocare irritabilità intestinale, costipazione e diarrea;
  • depressione: i microrganismi nocivi che entrano in circolo nell’organismo possono raggiungere il cervello, generando situazioni di depressione mentale e fisica che, a sua volta, possono portare a conseguenze più gravi. A livello clinico, è stata riscontrata una correlazione tra la depressione e l’infiammazione dovuta all’intestino gocciolante per via del trasporto di batteri attraverso gli enterociti;
  • intolleranze ed allergie: a causa dell’eccessiva risposta immunitaria che l’organismo scatena per contrastare i microrganismi nocivi che filtrano dalle mucose intestinali, è possibile che insorgano intolleranze ed allergie alimentari;
  • alterazioni tiroidee: nello specifico, ipotiroidismo;
  • dolori articolari e muscolari;
  • mal di testa e stanchezza cronica.

Come curare l’intestino gocciolante

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Per quanto la sindrome da intestino gocciolante sia una condizione seria e presenti svariate cause, c’è una buona notizia: la cura si basa essenzialmente sull’alimentazione!

Accompagnato dall’assunzione di integratori e probiotici, il miglioramento del regime alimentare che si segue favorisce, di fatti, il riequilibrio della mucosa intestinale. Si andrebbero così a risolvere i problemi dei villi e microvilli che non riescono a sigillarsi e ad isolare le sostanze nocive nell’intestino dal circolo sanguigno e, di conseguenza, dal resto del corpo.

Esistono, infatti, diversi alimenti idonei a questa condizione. Inoltre, la dieta chetogenica si configura come un valido alleato che, qualora venga seguita correttamente, può aiutare a ridurre lo stato di infiammazione dell’intestino e riequilibrare la flora batterica intestinale.

Alimenti consigliati

Cosa evitare

Cominciando con gli alimenti da eliminare, ecco cosa evitare:

  • Glutine: specialmente in caso di predisposizione alla celiachia.
  • Zuccheri: in particolare quelli raffinati, in quanto i batteri del primo tratto digerente possono fermentarli.
  • Latte e prodotti derivati: aumentando i livelli del marker infiammatorio.
  • Solanina: è un alcaloide tossico contenuto in frutti poco maturi.
  • Fruttosio: altera il microbiota e favorisce l’infiammazione sistemica.

Cosa mangiare

I seguenti alimenti possono, invece, essere preziosi alleati contro l’intestino gocciolante:

  • Proteine animali e vegetali: il pollame allevato all’aperto, il pesce pescato, alcune carni da allevamento, così come le proteine ipoallergeniche come piselli, riso e canapa;
  • Cibi ricchi di grassi sani: salmone, tonno e olio di oliva sono ottimi alleati;
  • Carboidrati a basso indice glicemico e alto contenuto di fibre: un po’ tutte le verdure a foglia;
  • Vari alimenti fermentati: kefir d’acqua, yogurt vegetale di cocco, crauti e tè verde.

La dieta chetogenica per combattere l’intestino gocciolante

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Un recente studio del 2019 condotto dall’Università di Padova, in collaborazione con le Università di Palermo, Murcia e Goiàs (queste ultime due rispettivamente in Spagna e Brasile), ha portato alla luce che la dieta chetogenica può favorire il riequilibrio della flora intestinale, con conseguente benessere per tutto l’organismo.

Buona parte degli studi sul tema è stato condotto con l’intento di verificare l’impatto della dieta chetogenica sulla riduzione degli spasmi in persone affette da disturbi di natura epilettica, specialmente nei bambini.

Inoltre, altri studi hanno evidenziato la capacità della dieta chetogenica di mitigare gli effetti della depressione, e in particolare quelli di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, il disordine da spettro autistico, sclerosi multipla, e altri ancora.

In aggiunta a tutto ciò, la dieta chetogenica si è rivelata utile a combattere problematiche legate al diabete e al trasporto di glucosio.

Ma cosa c’entra ciò con la relazione tra dieta chetogenica e il riequilibrio della mucosa intestinale?

Ebbene, gli studi incentrati sui cambiamenti indotti dalla dieta chetogenica sul microbiota intestinale siano esigui e si conosca ancora poco sull’argomento. Tuttavia, emergerebbe che il riequilibrio della flora intestinale e, di conseguenza, della mucosa prodotto dalla dieta sia un fattore cruciale per tenere sotto controllo certe problematiche neurodegenerative ed autoimmuni.

Come dimostrato da questo studio sulla sclerosi multipla, la condizione di intestino gocciolante sembra essere una delle cause che provoca una scarsa varietà di microbioti alla base della problematica.

Questo principio si applica a numerose altre condizioni, il cui miglioramento comincia dalla mucosa intestinale, la quale sembra beneficiare di un regime chetogenico controllato.

Conclusione: la dieta chetogenica è un alleato contro l’intestino gocciolante?

Per quanto gli studi a favore di questa correlazione siano ancora ridotti, i primi risultati emersi da queste ricerche sono incoraggianti. Sembra, infatti, che la dieta chetogenica possa veramente favorire il riequilibrio della flora intestinale, aiutando a combattere patologie gravi e debilitanti per la persona (come in questo caso). Di conseguenza, può con tutta probabilità aiutare a risolvere una condizione di intestino gocciolante.

Ti ricordo che il consulto con uno specialista è d’obbligo, in quanto una stessa problematica può manifestarsi secondo diversi livelli di gravità e richiedere diversi approcci terapeutici. Evita qualsiasi rimedio fai-da-te e vai sul sicuro!

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