Chetogenica

Mal di testa: come gestire i sintomi con la chetogenica

Soffri di mal di testa e vorresti sapere cosa mangiare per gestire i suoi sintomi? Vediamo come sperimentare una rinnovata serenità in qualunque momento della giornata, grazie alla sana alimentazione e, in particolare, alla dieta chetogenica!

Si dice mal di testa ma si scrive cefalea: tutti la conoscono, e probabilmente hanno sperimentato questo disturbo almeno una volta nella vita, magari dopo una notte in bianco o un periodo di stress eccessivo. 

Eppure, in molti casi il dolore alle tempie, alla nuca o al collo si trasforma in un vero e proprio incubo. Si stima infatti che il mal di testa in forma cronica o grave sia la prima causa mondiale di disabilità per la popolazione di età inferiore ai 50 anni.

Una situazione allarmante, che da numerosi decenni vede coinvolti studiosi ed esperti in un numero sempre maggiore di ricerche. Tra le ultime evidenze emerse, spiccano in particolare non solo una sempre più approfondita conoscenza dell’emicrania, ma anche una serie di possibili rimedi a lungo termine capaci di ridurre o addirittura eliminare i sintomi in modo permanente.

Lo sapevi che il mal di testa frontale, così come quello dietro alla nuca o quello da stress in molti casi possono essere curati con la dieta chetogenica

Sono sempre più gli studi a confermare questa tesi: la dieta chetogenica, grazie ad una riduzione netta dei carboidrati e all’introduzione di grassi sani e antiossidanti naturali, aiuta a ridurre i sintomi dolorosi del mal di testa.

Se sei curioso di saperne di più sul legame tra emicrania e alimentazione e vuoi conoscere il menù della dieta keto, in questo articolo trovi preziose informazioni che ti guideranno alla scoperta dei cibi consigliati per ridurre il mal di testa. In pochi passi, scoprirai che il ruolo di ciò che porti in tavola è importantissimo: buona lettura!

Mal di testa: conoscerlo per curarlo meglio

L’Istituto Superiore di Sanità si riferisce al mal di testa con il nome scientifico di cefalea. Questo disturbo, secondo gli studi condotti dagli esperti, colpisce oggi più di 7 milioni di persone solo in Italia, andando ad impattare in maniera consistente sulla vita di moltissime famiglie.

Nonostante la diffusione capillare del problema, c’è da dire che in una percentuale piuttosto ampia di casi il mal di testa da cervicale, quello da stress o il mal di testa da stanchezza possono essere curati velocemente con farmaci da banco, appartenenti alla categoria dei cosiddetti analgesici o antidolorifici.

Al fine di valutare e scegliere una terapia adeguata però, oggi il mondo scientifico suddivide le cefalee in ben 14 gruppi, i quali contengono al loro interno più di 200 tipologie diverse di mal di testa. Riassumendo, le tipologie più diffuse di questo disturbo sono:

  1. cefalea muscolo-tensiva, ovvero quella a carattere episodico che compare improvvisamente e colpisce per qualche ora entrambi i lati della testa, come se le tempie fossero compresse. Si tratta di una manifestazione spesso legata a problemi posturali, allo stress o alla disidratazione. Ciò che la rende riconoscibile è il fatto che possa essere risolta facilmente con antidolorifici, e che in seguito a modifiche delle abitudini quotidiane smetta di comparire in modo permanente;
  2. emicrania, meno diffusa ma più invalidante della precedente tipologia. Questo mal di testa si manifesta con pulsazioni continue delle tempie, ma può colpire anche un singolo lato del cranio o la parte frontale. Spesso, l’emicrania è accompagnata da nausea e vomito, e si protrae anche per diversi giorni, sino a compromettere il normale svolgimento delle attività e dei compiti quotidiani. Gli attacchi sono imprevedibili e la risposta ai farmaci è meno efficace rispetto alla cefalea tensiva.
  3. cefalea a grappolo, un tipo di dolore lancinante e localizzato nelle aree che circondano gli occhi. Spesso si associa ad arrossamenti locali e naso chiuso, e può durare anche diversi mesi. Non rispondendo alle cure farmacologiche consuete, spesso deve essere curato con farmaci prescritti dal medico.
  4. cefalea ormonale, una tipologia di disturbo tipico della popolazione femminile. Spesso, ci si riferisce a queste manifestazioni dolorose come mal di testa da ciclo o mal di testa in gravidanza, in quanto la loro comparsa è strettamente legata ai cambiamenti ormonali scatenati da queste condizioni. Per ridurne i sintomi, si consigliano spesso terapie mirate e modifiche dello stile di vita a supporto del benessere psicofisico generale, come un riposo adeguato, una buona idratazione e la gestione dello stress.

Come visto quindi, i possibili tipi di mal di testa che è possibile incontrare sono numerosi. Ma come fare per capire se il dolore che sperimenti sia o meno affrontabile con la dieta

In questo caso, c’è una buona notizia: la dieta chetogenica si rivela un prezioso alleato per la tua salute indipendentemente dal tipo di cefalea che sperimenti. Ecco quindi alcune informazioni introduttive per riconoscere i cibi “anti-cefalea” e quelli più spesso coinvolti nella comparsa dei dolori.

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Mal di testa e dieta: un legame da non sottovalutare

Tra le varie cause che possono scatenare attacchi di mal di testa, emicrania o cefalea a grappolo ne è stata individuata una strettamente connessa con l’alimentazione. Secondo alcuni studi infatti, sarebbe un deficit energetico a carico del cervello a far sperimentare dolore alle tempie, alla nuca o alla parte frontale del capo.

Tale dolore deriverebbe infatti da una produzione eccessiva di specie reattive dell’ossigeno, anche note come ossidanti. Il fenomeno su larga scala, noto come stress ossidativo, creerebbe uno squilibrio di energie a carico di nervi e altre componenti cerebrali, sino a innescare il mal di testa come tentativo di riparazione di questa condizione.

Grazie alla correzione dell’alimentazione è però possibile porre fine a questo fenomeno, riducendo l’infiammazione presente e proteggendo i tessuti coinvolti.

Secondo ulteriori teorie, l’emicrania è nello specifico un mal di testa causato da disturbi di tipo metabolico, primi fra tutti la sindrome metabolica e l’insulino resistenza. Entrambe le condizioni sono strettamente correlate ai livelli di zucchero presenti nel sangue a causa dell’alimentazione, e secondo molti possono quindi essere prevenute o curate con l’adozione di una dieta a basso indice glicemico (con pochi carboidrati). 

Ma quindi quali sono i cibi correlati alla comparsa di mal di testa frequente? Ecco alcune ipotesi corroborate da ricerche recenti.

I cibi responsabili del mal di testa

Quando l’emicrania o il mal di testa non derivano da errori di postura, contusioni o altre cause individuate dal medico, è possibile che essi siano scatenati da problemi gastrointestinali o derivanti da intolleranze alimentari e squilibri metabolici.

Il ruolo del cibo nella salute generale è centrale, e spesso alimenti ricchi di sostanze irritanti o di zuccheri raffinati possono causare vere e proprie crisi di cefalea, capaci di durare diverse ore consecutive. 

Tra gli alimenti collegati alla comparsa di questi fenomeni, noti anche come “cibi trigger” numerosi studi hanno individuato:

  • caffè sia in formato solubile che macinato;
  • cioccolato al latte o fondente;
  • formaggi e latticini;
  • cipolle e pomodori;
  • agrumi e succhi di frutta derivati;
  • insaccati e salumi;
  • prodotti lievitati da forno a base di grano e altri cereali;
  • alcolici;
  • aceto.

Anche gli alimenti ricchi di additivi come aspartame, nitriti e nitrati e glutammato monosodico possono causare dolori alla testa, pertanto il consiglio generale per chi soffre di queste manifestazioni è di preferire alimenti freschi.

Non solo: è stato infatti evidenziato come il controllo della quantità di zuccheri raffinati e carboidrati assunti durante i pasti possa risultare in un netto miglioramento dei sintomi del mal di testa. 

Ecco svelato dunque perché la dieta chetogenica è oggi la più consigliata in questi trattamenti: il suo basso contenuto di carboidrati ed elevato quantitativo di antiossidanti la rendono un’alimentazione anti-emicrania praticamente perfetta!

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Cos’è la dieta chetogenica e come può ridurre l’emicrania

La dieta chetogenica, anche nota come dieta keto o keto diet è uno schema alimentare elaborato all’inizio del Novecento e da sempre coinvolto nella prevenzione e nella tutela della salute neurologica.

Già negli anni Venti del secolo scorso infatti, diversi studiosi la impiegarono come cura per l’epilessia infantile, così come per i primi trattamenti contro la cefalea. Validata nel 2015 dall’EFSA, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, questa dieta è oggi utilizzata largamente come cura di lungo periodo per varie malattie metaboliche (diabete di tipo 1 e 2) e come terapia per sovrappeso e obesità.

La sua efficacia risiede nella sua composizione: seguendo una dieta chetogenica standard infatti, è possibile assumere circa il 70-75% dell’energia necessaria all’organismo da grassi sani, il 20-25% dalle proteine e solo il 5-10% dai carboidrati.

Ciò significa che il corpo sostituisce il metabolismo del glucosio (zucchero) presente nei carboidrati con quello dei grassi, i quali si trasformano nel principale carburante energetico di muscoli, organi e cervello.

In poche parole, tramite l’adozione della dieta chetogenica, le cellule iniziano ad alimentarsi degli stessi grassi presenti nell’organismo, senza bisogno di reperire zuccheri potenzialmente dannosi.

Questo processo, che solitamente richiede almeno 2 settimane per innescarsi, è noto con il termine di chetosi. Grazie ad esso, il fegato inizia a produrre i cosiddetti chetoni o corpi chetonici, importantissime sostanze coinvolte nel nutrimento dell’organismo e utilizzate anche dal cervello per reperire energia.

Quando il numero di chetoni presenti nel sangue sale, è stato evidenziato che il metabolismo dei mitocondri migliori notevolmente, proteggendo l’intera cellula dai danni dello stress ossidativo, un fenomeno spesso connesso alla comparsa di emicrania.

Inoltre, i chetoni aiutano a ridurre sia le infiammazioni neurogeniche alla base della cefalea, sia la neuroeccitabilità dell’encefalo nel suo complesso. Un insieme di benefici notevoli per chi soffre di attacchi di cefalea, i quali si vanno a sommare ad un insieme di vantaggi notevoli, come per esempio una perdita di peso rapida e duratura, una riduzione della glicemia e la prevenzione di malattie neurodegenerative.

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Cosa si mangia in chetogenica? Gli alimenti da preferire

Ora che i benefici connessi all’adozione della dieta chetogenica sono chiari, è possibile soffermarsi sull’elenco degli alimenti chetogenici da portare in tavola per combattere il mal di testa. Tra di essi rientrano:

  • uova;
  • pesce azzurro e pesce grasso come salmone, trota, tonno e crostacei;
  • frutta a guscio e semi oleosi;
  • carne bovina, suina o avicola possibilmente allevata in contesti naturali;
  • verdure a foglia verde, zucchine, crucifere;
  • frutti rossi;
  • olio extravergine di oliva e condimenti grassi come olio di cocco, avocado, burri vegetali e salse a base di olio e uovo.

Il tutto rigorosamente preparato con cotture sane come quella alla griglia, al forno o al vapore, le quali a loro volta aiutano l’organismo a proteggersi dai danni dello stress ossidativo e della glicazione, due fenomeni coinvolti non solo nella comparsa dell’emicrania ma anche nell’invecchiamento precoce.

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Dieta chetogenica e mal di testa: le evidenze scientifiche

La dieta chetogenica sta guadagnando sempre più consensi come trattamento preventivo per l'emicrania, e questa tesi è supportata da numerosi dati preclinici e clinici. La dieta keto è inoltre utilizzata per la perdita di peso, e come emerso in seguito a varie osservazioni scientifiche esiste un’effettiva correlazione tra emicrania ed eccesso ponderale.

A questo scopo l‘Università di Udine ha condotto nel 2022 uno studio osservazionale retrospettivo su 23 pazienti affetti da emicrania che hanno seguito una dieta chetogenica standard, e che sono stati osservati dopo 3 mesi, sia da un punto di vista neurologico che da quello nutrizionale.

Al termine di tale periodo, è stata osservata una riduzione dei giorni mensili di mal di testa totali con che senza assunzione di farmaci per il mal di testa. Gli studiosi hanno inoltre notato una diminuzione del peso dei pazienti, con una notevole riduzione della massa grassa. 

Non sono emerse differenze significative nella perdita di peso o massa grassa tra i pazienti che hanno risposto alla dieta chetogenica e quelli che non l'hanno fatto: ciò suggerisce che l'utilizzo dell’alimentazione chetogenica come trattamento preventivo per l'emicrania è efficace e che essa si basi non solo sulla perdita di peso ma anche su altri meccanismi specifici.

L’ospedale Humanitas Gradenigo ha ottenuto risultati comparabili, constatando in una ricerca del 2018 che l’80% dei pazienti colpiti da emicrania cronica che hanno seguito la dieta chetogenica hanno registrato un miglioramento sia nella frequenza che nell’intensità degli attacchi di emicrania.

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Un’alimentazione sana aiuta a curare la cefalea

Sebbene sia sempre importante ribadire che ogni individuo risponda in modo diverso sia alle terapie mediche che all’adozione di un’alimentazione particolare, le evidenze scientifiche riportate parlano chiaro: grazie alla dieta chetogenica è possibile osservare miglioramenti notevoli dei sintomi del mal di testa.

Seguendo questo regime alimentare per i tempi indicati dal proprio specialista o da un esperto di nutrizione inoltre, potrai sperimentare non solo una rinnovata serenità in qualunque momento della giornata, ma anche un benessere generale dell’organismo e perchè no, se necessario anche una perdita di peso sana e controllata.

Sfrutta da subito l’enorme potenziale del cibo fresco, e dì addio al mal di testa da ora con le tue nuove gustosissime ricette chetogeniche!

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