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Chetogenica

Dieta VLCKD: fasi, esempio di menù e quanto si perde

La dieta VLCKD è una variante della dieta chetogenica, uno schema alimentare capace di apportare benefici all’organismo di alcuni soggetti. Scopriamola insieme e cerchiamo di capire cosa si può mangiare, anche grazie a degli esempi pratici su come iniziare un percorso alimentare chetogenico.

Hai sentito parlare della dieta VLCKD ma non sai bene di cosa si tratti?

La dieta VLCKD è una variante della dieta chetogenica, uno schema alimentare sempre più popolare capace di apportare numerosi benefici all’organismo di alcuni soggetti, come per esempio la perdita di peso e la prevenzione di numerose patologie metaboliche.

Essa si basa su un'assunzione fortemente ridotta di calorie, le quali devono però essere assimilate attraverso una specifica suddivisione dei macronutrienti.

Se seguita correttamente, la dieta VLCKD si rivela un ottimo alleato nella lotta all’obesità, in quanto permette di dimagrire velocemente senza rinunciare ad alimenti gustosi e soprattutto sani.

Ma quanti chili si perdono nelle varie fasi della dieta VLCKD? Ci sono controindicazioni?

Se vuoi saperne di più sui principi alla base di questa dieta ipocalorica, in questa guida cerchiamo di capire cosa si può mangiare, anche grazie a degli esempi pratici su come iniziare un percorso alimentare chetogenico.

Dieta VLCKD: che cos’è?

La dieta VLCKD è una  “Very Low Calories Ketogenic Diet”, ovvero una dieta chetogenica a contenuto calorico molto basso, definita anche dieta chetogenica ipocalorica. Come indicato nel nome stesso, si tratta in tutto e per tutto di uno schema alimentare di stampo chetogenico, ovvero volto a stimolare l’organismo ad entrare in chetosi

La chetosi infatti, è un processo metabolico che prende avvio quando viene ridotta drasticamente l’assunzione dei carboidrati tramite l’alimentazione. Se vengono a mancare gli zuccheri, il corpo inizia a bruciare i grassi accumulati nel corpo, utilizzandoli come fonte di approvvigionamento energetico e producendo così chetoni

In questo modo, è possibile perdere peso continuando a mangiare, semplicemente seguendo un menù chetogenico ricco di grassi sani e quasi completamente privo di carboidrati. Arrivati a questo punto però, viene spontaneo porsi una domanda: cosa differenzia la dieta VLCKD da una dieta chetogenica classica? Vediamolo subito insieme. 

Differenze tra dieta VLCKD e dieta chetogenica classica

Anche se entrambe si basano sul principio della chetosi, la dieta VLCKD e quella chetogenica classica presentano una notevole differenza: mentre la prima è una dieta ipocalorica e ipolipidica, la seconda non lo è.

Detto più semplicemente, la dieta VLCKD permette di assumere un massimo di 600-800 calorie al giorno, all’interno dei quali i grassi sono pari a 15-30 grammi totali. Ecco perché questo regime alimentare è detto “fortemente ipocalorico”, e se seguito correttamente garantisce notevoli risultati in termini di dimagrimento.

Essa infatti, ha il pregio di mantenere elevato il numero di proteine assunte, riducendo così il tessuto adiposo senza intaccare la massa muscolare e l’elasticità cutanea. Per via di questo fattore, la dieta VLCKD viene spesso confusa per un regime alimentare iperproteico, ma in realtà non lo è.

Essa è piuttosto una dieta “oloproteica“, ossia basata su un’assunzione di proteine in una percentuale equilibrata e soprattutto relazionata al resto dei macronutrienti. L’apporto proteico inoltre, viene proposto dagli specialisti sempre in relazione al fabbisogno di ciascun paziente, e può variare a seconda della struttura corporea e ad altri fattori individuali come età, sesso, abitudini quotidiane.

Cosa dicono gli studi? Breve storia della dieta VLCKD

Ma come nasce la dieta chetogenica VLCKD? Per risalire alle origini di questo schema alimentare, è necessario volgere lo sguardo al lontano 1971, anno in cui il professor Blackburn dell’Università di Harvard (USA) concepì per primo la dieta VLCKD.

Da quel momento, non esente da critiche e sospetti, la dieta chetogenica ipocalorica si è fatta strada all’interno del panorama medico internazionale grazie ad una solida base di ricerche dedicate, le quali hanno consentito in più occasioni di eleggerla tra le strategie preferenziali di intervento in caso di obesità e sovrappeso.

Nel 2014 per esempio, la Fondazione ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) ha pubblicato uno studio sulla dieta chetogenica in cui viene sottolineato come in un mondo sempre più colpito da obesità e diabete di tipo 2, tale regime alimentare si ponga come un’alternativa promettente se paragonata ad altri percorsi terapeutici. 

Inoltre, a maggio 2019 la Società Italiana di Endocrinologia ha pubblicato uno studio in cui è proprio la dieta VLCKD ad essere presa in considerazione come metodo per ottenere un controllo rapido ed efficace della glicemia, in particolare nei pazienti affetti da obesità.

Nel 2021 infine, ad esprimersi è stata l'American Diabetes Association, la quale in un “Position Statement” indica come per contrastare il diabete possano essere prescritti interventi a breve termine (non superiori a 3 mesi) per ottenere una perdita di peso superiore al 5%. Tali interventi possono consistere in diete a bassissimo contenuto calorico (uguale o inferiore a 800 kcal), mantenendo i pazienti sempre sotto stretto monitoraggio medico.

Dieta chetogenica ipocalorica: come funziona?

Oltre a rappresentare quindi un metodo di dimagrimento riconosciuto a livello internazionale nel contrasto all’obesità, la dieta VLCKD garantisce un dimagrimento di “qualità” anche a chi si trova a combattere con qualche chilo di troppo, sperimentando quindi una condizione di sovrappeso.

Una dieta chetogenica a ridotto apporto calorico fa sì dimagrire, ma a differenza di altri regimi alimentari permette anche di preservare il benessere della muscolatura e quindi della massa magra, grazie all’introduzione di proteine ad alto valore biologico.

Seguendo la dieta VLCKD, la perdita di peso sarà quasi tutta a carico del tessuto adiposo. Ma come funziona più nel dettaglio questo specifico processo di dimagrimento? Quali regole bisogna seguire per renderlo efficace? 

La risposta a questa domanda è semplice: affinché la dieta funzioni, è necessario rispettare meticolosamente ciascuna delle 3 fasi che la compongono.


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Dieta VLCKD: fasi e mantenimento

La dieta VLCKD si sviluppa in 3 momenti distinti, ciascuno volto a tutelare l’organismo nell’affrontare il dimagrimento in modo equilibrato e sicuro.

Fase 1: Dimagrimento

La fase 1 della dieta VLCKD consiste nel ridurre drasticamente l’apporto calorico giornaliero, che andrà ad assestarsi su un massimo di 600-800 kcal. Questo passaggio consente di dimagrire molto in fretta, entrando in chetosi e sperimentando notevoli benefici a livello dell’organismo, come una progressiva diminuzione del senso di fame e stanchezza ottenuti tramite l’entrata in chetosi. 

Questo step si caratterizza per uno scarso apporto di grassi (circa 15-20 grammi al giorno possibilmente provenienti da olio extravergine di oliva o olio MCT.) e una quantità di proteine che si attesta intorno a 1,5 grammi per chilo di peso. Gli esperti infine consigliano di integrare alcuni macronutrienti tramite integratori, ma ciascun caso è unico e non è possibile stabilire un programma uguale per tutti.

Solitamente, la fase 1 della dieta VLKCD dura dalle 2 alle 3 settimane, periodo oltre il quale è necessario monitorare i processi di adattamento dell’organismo ed eventualmente optare per un abbassamento della quota proteica quotidiana.

Fase 2: Transizione

Nella fase 2 VLCKD, detta anche fase “LCKD”, si procede con un graduale reinserimento di alcuni alimenti, così da innalzare il metabolismo e consolidare i risultati ottenuti nella fase precedente. 

A livello pratico, questo passaggio si configura come un aumento complessivo dell’apporto energetico. Le calorie consumate aumentano ad un massimo di 800-1200 al giorno. Essa dura diverse settimane, e permette di ottenere una perdita di peso che può raggiungere il 10% del peso iniziale

Questa fase viene detta di transizione poiché è volta ad affiancare il paziente e condurlo verso un nuovo equilibrio nutrizionale. Durante l’intera durata della fase due è essenziale un continuo confronto con lo specialista.

Fase 3: Mantenimento o equilibrio

La fase 3 della dieta VLCKD infine, è volta alla rieducazione del soggetto, il quale grazie ad una consulenza personalizzata ed approfondita da parte di uno specialista potrà servirsi di programmi ispirati alle proprie preferenze ed esigenze alimentari.

L’obiettivo di questa fase è infatti di insegnare a chi ha intrapreso la dieta a mangiare in modo più consapevole e appagante, attingendo ad una rosa di alimenti più ampia di quella precedente, privilegiando la freschezza, la varietà e soprattutto la naturale bontà dei cibi.

L’apporto calorico nella fase 3 si adatta al reale fabbisogno giornaliero di ciascun individuo, e non può pertanto essere indicato con parametri generali.

Affinché il mantenimento abbia successo infatti, è necessario che le regole da seguire siano sviluppate a partire da numerosi fattori individuali, come abitudini, sesso, età, corporatura, preferenze alimentari e stato generale di salute.

Benefici della dieta VLCKD

Posto che la dieta VLCKD sia quindi frutto di un confronto approfondito con un esperto, è possibile rintracciare un’ampia serie di benefici da essa derivanti. Tra i principali, oltre ad un netto calo del peso corporeo, è possibile individuare:

  • controllo dell’indice glicemico e conseguente miglioramento dei valori, soprattutto per quanto riguarda pazienti affetti da obesità e diabete;
  • riduzione dell’insulino-resistenza;
  • abbassamento del livello dei grassi dannosi nel sangue, come colesterolo e trigliceridi;
  • riduzione sostanziale della ritenzione idrica;
  • protezione e supporto alla muscolatura;
  • riduzione del senso di fame;
  • miglioramento generale della salute della pelle;
  • riduzione delle infiammazioni;
  • diminuzione, nei soggetti obesi, dei dolori articolari;
  • riduzione o scomparsa di casi di gonfiore addominale e/o flatulenza.

Anche il benessere psicologico è importante

Inoltre, è noto che che una perdita di peso consistente, soprattutto nei primi giorni dall’inizio della dieta, permette a chi sta dimagrendo di sentirsi maggiormente sicuro di sé. 

Grazie alla chetosi, infatti, è possibile vedere sin dopo pochissimi giorni i primi risultati, sperimentando così un immediato aumento dell’autostima e di fiducia in sé stessi.

La dieta VLCKD quindi, è non solo un regime alimentare ipocalorico sicuro e benefico per organi e tessuti, ma anche capace di garantire un immediato e duratura benessere psicofisico.

Non dimentichiamo che una mente rilassata è uno dei requisiti fondamentali per poter affrontare una dieta fino alla fine! Molti di coloro che interrompono precocemente un’esperienza di dimagrimento infatti, non lo fanno realmente per un senso di fame, quanto piuttosto per uno sconforto legato all’impossibilità di mangiare cibi soddisfacenti.

Con la dieta VLCKD, invece, non si corre questo rischio, grazie alla possibilità di attingere ad una vasta gamma di alimenti gustosi. Gli stessi alla base dell’alimentazione chetogenica.

Dieta VLCKD: cosa si mangia e ricette

Gli alimenti ammessi durante le varie fasi della dieta VLCKD possono cambiare sensibilmente in base a vari fattori, come per esempio la presenza di intolleranze alimentari da parte del paziente, le preferenze legate al consumo di alcuni alimenti a discapito di altri e così via.

In generale, trattandosi di una dieta ipocalorica e ipolipidica, basata soprattutto sul consumo di proteine e alimenti dall’indice glicemico basso, la dieta VLCKD ammette il consumo di carne, pesce, verdure a foglia verde e alcune tipologie di condimento.

Le ricette chetogeniche che è possibile preparare con tali alimenti sono davvero moltissime, e in tanti casi finiscono per sostituire in modo definitivo le preparazioni ipercaloriche e troppo ricche di carboidrati, senza mai rinunciare al gusto!

Dieta VLCKD: ci sono controindicazioni?

La dieta VLCKD non è un regime alimentare adatto a tutti. Tra i principali soggetti che non possono intraprendere un percorso chetogenico ipocalorico infatti, rientrano tutti quei pazienti affetti da:

  • insufficienza renale;
  • insufficienza epatica;
  • diabete insulino dipendente (tipo 1);
  • problemi cardiaci e dell’apparato circolatorio;
  • terapie con diuretici non risparmiatori di potassio;
  • alcune malattie autoimmuni.

Anche le donne in stato di gravidanza o in allattamento devono consultare il medico prima di intraprendere modifiche del regime alimentare.

Soprattutto durante la fase 1, la dieta VLCKD può dare vita ad alcuni effetti indesiderati, i quali tendono a comparire ogni volta che l’organismo entra in chetosi. Tra di essi, occorre citare la cosiddetta ketoflu. La ketoflu o keto influenza è una condizione caratterizzata da un insieme di sintomi come stanchezza, alitosi, mancanza di concentrazione e aumento del senso di fame.

Normalmente, essa dura qualche giorno e tende a scomparire autonomamente. Per far fronte al problema, gli esperti consigliano di bere molta acqua, oltre che di sfruttare al meglio i momenti di riposo disponibili durante la giornata.

Quanti chili si perdono con la dieta VLCKD?

Infine, dopo aver passato in rassegna tutti i fondamenti della dieta VLCKD, concludiamo la nostra trattazione tentando di capire quanti chilogrammi si possano effettivamente perdere durante le varie fasi della dieta.

Un protocollo dietetico come la dieta VLCKD infatti, permette di raggiungere il peso ideale in molto brevi, anche rispetto alle diete ipocaloriche tradizionali.

La perdita di peso media della dieta VLCKD si aggira infatti intorno a 1-1,5 kg a settimana. Ciò significa però che in base al peso di partenza del paziente e al numero di calorie totali ammesse, questa cifra può variare sensibilmente, raggiungendo in alcuni casi anche i 2,5 kg alla settimana.


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