Alimentazione

Dieta Plank: funziona? Ecco come e perché dovresti evitarla

La dieta Plank è un programma di dimagrimento dalle origini e dall’efficacia controverse, che secondo la comunità scientifica rappresenta un potenziale rischio per l’equilibrio alimentare quotidiano. Capiamo come funziona e perché dovrebbe essere evitato!

Stai cercando un modo per dimagrire e ti sei imbattuto in articoli e testimonianze che parlano della dieta Plank?

Se le premesse alla base di questo regime alimentare ti hanno incuriosito, in questo articolo troverai ciò che c’è da sapere per approfondire meglio l’argomento.

La dieta Plank è un programma di dimagrimento dalle origini e dall’efficacia controverse, che secondo la comunità scientifica rappresenta un potenziale rischio per l’equilibrio alimentare quotidiano.

Per questo motivo, è bene conoscere la dieta Plank in ogni suo aspetto, prima di sceglierla come possibile strategia per perdere peso.

Nelle righe seguenti trovi quindi la struttura, il menù e le principali criticità della dieta Plank,  affiancate da quelle che ritengo essere le migliori diete alternative scientificamente riconosciute.

Per cominciare, quindi, vediamo subito quali sono le origini di questo regime alimentare che negli ultimi anni ha fatto tanto parlare di sé. Buona lettura!

Cos’è la dieta Plank?

La dieta Plank, nota talvolta anche come dieta Planck, è un regime alimentare iperproteico pensato per far perdere tanti chili velocemente. Quasi la totalità dell’apporto energetico da essa fornito infatti, proviene dal consumo delle proteine.

Le sue origini sono ad oggi poco chiare, anche se per un periodo si è vociferato che essa fosse stata elaborata dalla Planck Society, l’associazione tedesca senza scopo di lucro dedicata al fisico tedesco Max Planck, oggi impegnata nella ricerca indipendente in campo scientifico. Questa voce è però stata più volte smentita dall’ente stesso, il quale nega qualsiasi collegamento con l’elaborazione e la diffusione della dieta.

La dieta Plank, per via della sua rigidità e del ridotto numero di calorie che la costituiscono entra a pieno titolo all’interno di quei sistemi di dimagrimento noti come “diete lampo”, le quali non solo non prevedono un regime di mantenimento ma soprattutto non devono essere seguite per più di 2 settimane.

Insieme a molte altre “mode alimentari”, questo programma si basa su un principio efficace ma molto insidioso: quello della restrizione calorica. La sua promessa infatti è che, riducendo nettamente le calorie assunte quotidianamente, si possano perdere fino a 9 kg in due settimane.

In alcuni casi, chi propone la dieta Plank parla inoltre di un secondo risultato a dir poco incredibile promesso da questo programma: quello di mantenere il peso forma inalterato per ben 3 anni dalla fine della dieta, senza dover adottare uno schema di mantenimento.

Non è quindi un caso che, proprio a causa di questi obiettivi decisamente ambiziosi, essa finisca ciclicamente per guadagnare e poi perdere popolarità. 

Come funziona?

La dieta Plank prevede di eliminare quasi del tutto grassi e carboidrati dall’alimentazione quotidiana. Ad oggi però, non è stato possibile reperire documentazione ufficiale legata alla programmazione e allo sviluppo di questo piano alimentare.

A farla da padrona è piuttosto una tendenza generale di chi promuove la dieta Planck a elaborare menù giornalieri che risultano pressapoco sempre gli stessi, quasi a voler sottolineare che questo percorso non rappresenti alla prova dei fatti una vera e propria soluzione a lungo termine.

La struttura della dieta Planck infatti è molto semplice. Essa infatti:

  • Si sviluppa su due ripetizioni di menù da 7 giorni l’uno (totale 14 giorni);
  • prevede solamente i 3 pasti principali della giornata, ovvero colazione, pranzo e cena;
  • vieta gli spuntini;
  • ammette il consumo di una percentuale di proteine superiore al 70% delle calorie totali;
  • premia chi la segue concedendo un pasto libero durante la cena del settimo giorno.

Secondo molti la Dieta Plank, rappresenta un modo piuttosto sbilanciato per eliminare i chili di troppo, e se seguita da persone non in perfetta salute rischia addirittura di causare pericolosi scompensi alimentari.

A titolo di esempio, ti mostro un menù giornaliero tipo della dieta Plank:

  • Colazione: una tazza di caffè senza zucchero;
  • Pranzo: una bistecca da 150 gr con contorno di spinaci;
  • Cena: prosciutto cotto (fino a 200 gr).

Un menù a dir poco restrittivo, che può essere portato avanti per 14 giorni con alcune variazioni, le quali riguardano principalmente modifiche della fonte di proteine.

Cosa si mangia nella dieta Plank?

Come facile intuire, il numero di cibi vietati dalla dieta Plank è nettamente superiore a quello degli alimenti ammessi, i quali si riducono essenzialmente a tutte le fonti proteiche più comuni, come per esempio:

  • carne bianca (tacchino, pollo, coniglio);
  • carne rossa (vitello, maiale);
  • pesce magro (orata, branzino, sogliola, platessa);
  • uova;
  • ortaggi di qualunque tipologia a eccezione di quelli amidacei (patate, legumi);
  • caffè e tè senza zucchero;
  • acqua minerale;
  • succo di limone;
  • alcuni frutti (frutti rossi, mele).

Ciascuno di questi alimenti o gruppo di alimenti viene distribuito in forma di piatto principale e contorno durante il pranzo e la cena.

Sono invece assolutamente banditi i carboidrati in qualunque altra forma, ad eccezione della possibilità di assumere 50 gr di pane integrale. Un aspetto questo che rende la dieta Plank particolarmente difficile da seguire, soprattutto considerando che oltre ad essi vengono a mancare altri importantissimi macronutrienti, come per esempio i grassi sani.

Questi ultimi, fortemente incoraggiati in stili alimentari con un solido fondamento scientifico alla base, come per esempio la dieta chetogenica o quella mediterranea, sono invece banditi dalla dieta Plank: un obbligo a dir poco rischioso, soprattutto considerando che gli acidi grassi Omega 3 e Omega 6, antiossidanti essenziali per il benessere, non vengono prodotti dall’organismo e possono pertanto essere assunti solo grazie all’alimentazione.

Lo stesso discorso vale purtroppo anche per l’uso dell’olio extravergine di oliva come condimento: secondo la dieta Plank infatti, non ne andrebbe superata un’assunzione giornaliera complessiva di soli 10 grammi, pari a circa un cucchiaio da cucina.

La dieta plank fa dimagrire?

Non è certo una novità il fatto che eliminando tutti i cibi più calorici e riducendo al minimo l’apporto energetico giornaliero sia facile perdere peso, anche molto velocemente.

Nonostante ciò tuttavia, la dieta Planck non è una strategia vincente, soprattutto perché il tipo di dimagrimento che essa genera non è da ritenersi né sano né efficace nel tempo.

Eliminando tutti i carboidrati ed i grassi infatti, il rischio che corre l’organismo è quello di perdere la capacità di metabolizzarli, e di concentrarsi quindi sul bruciare solamente le proteine, attingendo alla massa muscolare.

Quest’ultima però è anche quella più preziosa, l’unica capace di far apparire il corpo tonico e in forma anche senza svolgere troppa attività fisica.

Inoltre, è da sottolineare come l'eliminazione radicale degli zuccheri preveda in prima battuta una perdita quasi totale dei liquidi corporei in eccesso, composti principalmente da acqua e glicogeno.

Ecco svelati quindi gli importanti risultati di dimagrimento a breve termine: il tuo corpo dopo 14 giorni di dieta Plank è principalmente disidratato, e non realmente dimagrito.

Infine, occorre comunque ricordare che tutti i corpi sono diversi, e che quindi non è affatto detto che tu, anche seguendo pedissequamente le regole, possa perdere davvero 9 kg in due settimane.

Molto infatti dipende sì dalla fede al piano alimentare, ma anche da importanti fattori come età, peso di partenza, quantità di attività fisica e così via.

I rischi della dieta Plank

Arrivati a questo punto, i motivi per non scegliere la dieta Plank sembrano già sufficienti. Per completare l’analisi di questo regime alimentare tuttavia, è necessario ricordare alcuni aspetti molto importanti relativi alla salute sia fisica sia mentale di chi la intraprende.

Prima di tutto, occorre sottolineare che la dieta Plank è praticabile solo da coloro i quali abbiano accertato di godere di un perfetto stato di salute

Chi invece è colpito da disturbi, in particolare al fegato, ai reni o di natura metabolica, dovrebbe sempre e comunque evitare un approccio nutrizionale di questo tipo.

Anche le donne incinte ed in gravidanza devono fare molta attenzione ad intraprendere la dieta Plank, e anziché optare per il fai da te farebbero meglio a consultare il proprio medico e a chiedere un consulto personalizzato.

Inoltre, se protratta per un tempo superiore ai 14 giorni la dieta Plank può risultare pericolosa anche per gli individui sani. Privare l’organismo di importanti nutrienti per così tanti giorni infatti rischia di rendere il corpo incapace di assimilarli nuovamente, dando quindi vita a reazioni avverse anche gravi.

Non mancano poi i casi di persone che, magari poichè particolarmente sensibili al tema dell’alimentazione, possono sviluppare in conseguenza di una dieta così restrittiva pericolosi disturbi alimentari, se non anche stati depressivi di natura globale.

Insomma, con l’alimentazione non si scherza, e anche nel caso in cui dopo aver conosciuto tutti i possibili rischi della dieta Plank fossi ancora determinato a provarla, il consiglio è quello di rivolgerti al tuo medico.

Cosa dice la scienza?

Una delle caratteristiche essenziali di qualunque dieta che voglia proporsi come sana e soprattutto sostenibile, è quella di aver guadagnato nel tempo un certo numero di sostenitori all’interno della comunità scientifica.

Non esistono infatti diete che possano essere consigliate da un professionista sulle quali non siano stati effettuati un certo numero di studi ufficiali

Da questo punto di vista quindi, ti posso assicurare che la dieta Plank non rappresenta certo un esempio virtuoso. Anche dopo lunghe ricerche, è stato impossibile trovare articoli specialistici che prendano in considerazione le premesse e gli effetti della dieta Plank sull’organismo.

Un aspetto sul quale tutta la comunità scientifica sembra invece essere concorde, è quello che mette in evidenza l’importanza del cibo e del ruolo che esso ricopre nella vita di tutti i giorni.

Il rapporto con i pasti infatti, come sostenuto da importanti psicologi e psichiatri, non dovrebbe mai essere conflittuale. Il segreto per rimanere in forma o anche perché no, per perdere qualche chilo di troppo non risiede mai nella ricerca di miracoli o soluzioni a breve termine.

A contare più di tutto è invece la ricerca di un’educazione alimentare a 360 gradi (come per esempio il mindful eating), che è possibile coltivare solo con tanta curiosità e con l’aiuto di persone esperte. In definitiva quindi, la dieta Plank rimane una soluzione da evitare quanto più possibile.

Fortunatamente però, essa non è l’unico modo per perdere peso. Vediamo quindi quali sono le migliori alternative per dimagrire!

Principali alternative alla dieta plank: la dieta chetogenica

Di diete per dimagrire lo sappiamo, ne esistono tante quante sono le cause che ci portano ad ingrassare. Alcune tuttavia, nel corso degli anni si sono rivelate migliori di altre, non tanto grazie alla loro severità, quanto piuttosto per via della possibilità di adattarle al corpo di ciascuno.

Seguendo solamente programmi alimentari vecchi di qualche decennio, magari trovati su una rivista o su un forum dalla non ben specificata provenienza, è infatti praticamente impossibile perdere peso in modo sano ed equilibrato.

Tra le varie diete che sembrano aver portato buoni risultati ad un insieme eterogeneo di persone (composto quindi da individui di sesso, età, professione e preferenze alimentari differenti) troviamo:

La dieta chetogenica, una dieta low carb (a basso contenuto di carboidrati) oggi ritenuta sempre più avvicinabile per sicurezza ed efficacia a quella mediterranea ipocalorica, è un tipo di alimentazione basato sull’assunzione di un’ampia percentuale di grassi sani (circa il 70% delle calorie totali), ma anche di proteine e carboidrati in piccole dosi.

Nel mio blog ne ho parlato in varie occasioni, spiegandone sia il funzionamento sia le basi scientifiche, per esempio in questa guida completa all’alimentazione chetogenica.

A differenza di quanto visto per la dieta Plank, alla base di regimi alimentari come quello chetogenico troviamo prima di tutto un’ampia diversificazione degli alimenti ammessi.

La varietà di colori e sapori, uniti alla possibilità di comporre un menù diverso per ogni settimana, sono due fattori che aiutano a rendere ogni pasto un momento di piacere e condivisione piuttosto che un’occasione in cui coltivare sentimenti di rabbia e solitudine.

Per questo motivo, ritengo che se stai cercando di perdere peso, la dieta chetogenica rappresenti un’ottima alternativa alla dieta Plank. Essa infatti:

Naturalmente, anche per la dieta chetogenica valgono le premesse da applicare a qualsiasi cambiamento nell’alimentazione: essa infatti, può essere intrapresa da soggetti sani e comunque sempre sotto l’osservazione ed il consiglio di un esperto.

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Conclusione

La dieta Plank è un regime alimentare restrittivo che si basa sull’eliminazione di importanti nutrienti, ovvero i carboidrati ed i grassi (anche sani).

Sebbene sia provato che essa porti a perdere diversi chili in pochi giorni, non esistonostatistiche né studi che ne sostengano l’efficacia, e anzi, la comunità scientifica si è espressa più volte a sfavore di questo schema alimentare.

Le persone che si possono ritenere soddisfatte dei risultati ottenuti sono relativamente poche, e molte di esse hanno sì sperimentato un dimagrimento, ma dopo pochi mesi sono di nuovo tornate a pesare come prima per colpa di un effetto yo-yo difficile da evitare.

Come abbiamo visto, esistono fortunatamente diverse alternative alla dieta Plank, ciascuna più o meno adatta alle preferenze alimentari di ognuno e soprattutto al suo stato di salute.

In secondo luogo, è bene ricordare sempre che a tavola, le emozioni contano almeno quanto i profumi, i colori, le spezie e i condimenti: senza la gioia e l’amore per il cibo, dimagrire diventa ancora più difficile!

Ecco perché sempre bene scegliere un menù come quello chetogenico, ovvero vario, gustoso e che ti permette di sperimentare in cucina con tutte le tue ricette preferite!


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