Chetogenica

Allergia al nichel: come gestirla seguendo la dieta chetogenica

Soffri di allergia al nichel e vorresti seguire la dieta chetogenica? Scopriamo le informazioni essenziali su questo disturbo, oltre che utili indicazioni per preparare i tuoi pasti nichel-free!

Allergia al nichel: come gestirla a casa in modo semplice e sicuro? Se ti è stata diagnosticata questa condizione, di seguito trovi alcuni consigli utili per continuare a godere dei tuoi piatti preferiti senza effetti collaterali.

Lo sapevi che diversi alimenti contengono naturalmente nichel? Fortunatamente, quando si tratta di prodotti confezionati puoi verificare la presenza di nichel direttamente in etichetta. 

Ma come fare se si acquistano cibi ed ingredienti freschi o sfusi? In questi casi, è bene avere sempre a portata di mano una lista completa di alimenti contenenti nichel, che spieghi cosa mangiare e cosa evitare per tutelare il proprio benessere e quello di tutta la famiglia. 

Capire quali siano i metalli e le altre sostanze presenti nel cibo non è affatto semplice! Molte persone inizialmente non sanno neanche di essere allergiche al nichel. Ecco quindi un insieme di informazioni sulla natura, la diagnosi e la sintomatologia di questo disturbo, per preparare i tuoi pasti nichel-free!

Nichel: un metallo, diverse allergie

Ogni ingrediente che porti in tavola, dal semplice ortaggio alla proteina di origine animale, contiene un’ampia gamma di sostanze nutritive. Tra di esse, oltre ai celebri macronutrienti, rientrano anche tantissimi metalli ed elementi di origine inorganica, come per esempio il nichel.

Quest’ultimo infatti è considerato a tutti gli effetti un metallo. In natura si presenta con una notevole durezza e resistenza alla corrosione, oltre che con un aspetto bianco argenteo. Ciò ne fa una materia ideale per vari utilizzi industriali

Oltre ad essere presente nelle rocce, nell’acqua e nell’aria esso è contenuto nelle confezioni degli alimenti o in oggetti come occhiali, gioielli, pentole, monete e persino in saponi e cosmetici. Alla pari di ferro, calcio, potassio o rame, il nichel è depositato anche dentro a cibi di uso comune

Molti individui assumono regolarmente nichel senza alcun tipo di conseguenza. In altri invece, geneticamente predisposti, si verificano una serie di reazioni del sistema immunitario capaci di scatenare sintomi talvolta molto fastidiosi e debilitanti. In questi casi, si parla di allergia al nichel, una condizione che è facilmente trattabile eliminando dalla dieta alcuni cibi.

Ad esserne colpite sono soprattutto le donne, così come le persone che hanno uno o più familiari affetti dalla medesima allergia.

SCARICA LA GUIDA

I sintomi dell’allergia al nichel

Esistono differenti forme di allergia al nichel, le quali si possono manifestare con una altrettanto varia sintomatologia.

Una delle varianti più diffuse di reazione al nichel è la cosiddetta dermatite da contatto, la quale si verifica ogni volta in cui un soggetto allergico tocca o sfiora senza volerlo un oggetto fatto di nichel o che ne contiene in elevate quantità.

La dermatite causata dal contatto con il nichel porta alla comparsa di sintomi come:

  • comparsa di macchie o chiazze rosse sulla pelle principalmente sulle mani;
  • prurito intenso;
  • arrossamento diffuso su aree estese della pelle;
  • orticaria; 
  • eruzioni cutanee che non derivano da punture di insetto o sfregamenti con irritanti;
  • gonfiore;
  • bruciore.

Generalmente, queste manifestazioni hanno luogo entro 24-72 ore dall’assunzione degli alimenti contaminati, e possono durare anche fino a 4 settimane, come evidenziato da studi della Mayo Clinic.

Esiste poi un’altra forma comune ma meno diffusa di allergia al nichel, nota come allergia sistemica al nichel, e cioè quella che compare in seguito all’assunzione di cibi contenenti questo metallo.

Essa si può manifestare con:

  • vertigini;
  • formicolio agli arti;
  • mal di testa;
  • stanchezza;
  • afte nella bocca;
  • gengivite;
  • gonfiore intestinale;
  • diarrea e/o stipsi;
  • crampi addominali;
  • bruciore durante la minzione;
  • cistite;
  • candidosi ricorrente;
  • perdite vaginali;
  • caduta dei capelli;
  • unghie fragili.

Esami del sangue e diagnosi per riconoscere l’allergia al nichel

Dato l’ampio spettro di possibili sintomi derivanti dall’allergia al nichel, è sempre bene rivolgersi al medico per effettuare una diagnosi appropriata.

Ad oggi è piuttosto semplice scoprire se si è effettivamente in presenza di un’allergia a tale metallo. Gli strumenti diagnostici impiegati sono infatti il patch test, un esame in cui si applica sulla pelle un cerotto imbevuto di una particolare sostanza per circa 3 giorni. Se dopo tale periodo vi è una reazione cutanea, è molto probabile che vi sia intolleranza al nichel. 

In altri casi, per verificare l’allergia alimentare sistemica, il medico procede con la sospensione di alcuni alimenti o gruppi di alimenti dalla dieta, generalmente per periodi che vanno da 2 settimane a 3 mesi.

Allergia al nichel: cosa evitare

Evitare del tutto il nichel è quasi impossibile, ma un controllo costante ed approfondito di qualunque alimento venga introdotto in cucina può certamente fare la differenza.

La presenza di questo metallo è infatti estremamente diffusa, soprattutto all’interno di frutta e verdura, due gruppi di alimenti essenziali per il benessere umano, che è sempre bene includere nella dieta.

Le percentuali di nichel presenti nei vari cibi possono variare sensibilmente in base alle metodologie produttive, al tipo di packaging utilizzato per la vendita o ai metodi di conservazione. Ecco una lista completa dei cibi da evitare se soffri di allergia al nichel.

Alimenti ad alto contenuto di nichel (da evitare)

I seguenti cibi sono quelli considerati più ricchi di nichel a prescindere dal marchio e dal metodo di conservazione, in quanto ne contengono più di 1000 microgrammi per chilo. Se ti è stata diagnosticata l’allergia, cerca quindi di evitare:

  • acqua del rubinetto;
  • arachidi;
  • avena;
  • cacao;
  • cioccolato;
  • concentrato di pomodoro;
  • lenticchie;
  • mandorle;
  • noci;
  • nocciole;
  • pop corn.

In caso di sintomatologia forte, evitare inoltre qualunque prodotto conservato in scatola, sia esso vegetale, di carne o di pesce, dolce o salato.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MENÙ COMPLETO DI ESEMPIO DI 7 GIORNI DELLA DIETA CHETOGENICA IN PDF E GRATUITO >>

Alimenti a contenuto di nichel medio (da ridurre o evitare)

Ecco quali sono:

  • pesce: aringhe, crostacei,  platessa, salmone, sgombro;
  • frutta: ananas, avocado, lamponi, mirtilli, pesche, prugne;
  • verdura: asparagi, carote, cavolfiori, cipolle, finocchi, lattuga, pomodori, prezzemolo, spinaci;
  • cereali: grano saraceno, mais, orzo, farine derivate da grano anche integrale;
  • funghi freschi e in scatola;
  • lievito;
  • legumi: ceci, fagioli, fagiolini, piselli.

I cibi sicuri e nichel free

Sebbene molti degli ingredienti cardine di piatti come primi, secondi e dessert possano contenere nichel, esistono diverse aziende impegnate a commercializzare prodotti che ne sono privi. Per essere certo che un alimento non contenga nichel tuttavia, questa breve lista non è sufficiente: quello che devi fare per tutelare la tua salute è cercare la dicitura “senza nichelsull’etichetta dei tuoi alimenti preferiti, o in alternativa chiedere al tuo medico.

Inoltre, se non soffri di una forma allergica grave, può esserti utile sapere che esistono prodotti con quantità di nichel talmente basse da risultare trascurabili, come per esempio:

  • carne di pollo, manzo, maiale, coniglio nei suoi tagli magri;
  • uova;
  • pesce fresco o surgelato come merluzzo, branzino, spada;
  • latte e formaggi;
  • yogurt;
  • cetrioli;
  • cavoli;
  • broccoli;
  • zucchine;
  • ravanelli;
  • patate;
  • riso; 
  • marmellate;
  • melanzane;
  • peperoni;
  • olio extravergine di oliva;
  • acqua in bottiglia.

SCARICA LA GUIDA

Come gestire l’allergia al nichel in chetogenica?

Se segui la dieta chetogenica, gestire l'allergia al nichel potrebbe sembrarti complesso. Certo, diversi cibi spesso raccomandati in questo regime low carb contengono alte percentuali di nichel (salmone, frutta a guscio, mirtilli e alcune verdure). Ciò però non ti impedisce di rimanere in chetosi senza aggravare l'allergia! 

La dieta chetogenica consiglia di assumere un elevato apporto di grassi sani e un basso consumo di carboidrati, con moderato apporto proteico. Per chi è sensibile al nichel, non sarà quindi difficile evitare cibi con alto contenuto di questo metallo, come legumi, soia, cereali integrali e alcuni tipi di verdure, i quali sono tutti naturalmente ricchi di glucosio e quindi da evitare.

Ricette keto a basso contenuto di nichel

Per rimanere in chetosi e gestire l'allergia al nichel, sarà quindi possibile concentrarsi senza sforzo su alimenti come carni fresche, pollame e pesce (ad esclusione di quello ricco di nichel), ma anche su uova, burro e oli puri come l'olio di cocco o di oliva. 

Anche i latticini interi possono essere consumati, possibilmente con moderazione, così da mantenere il bilancio dei macronutrienti totali (70% grassi, 20% proteine, 10% carboidrati). Le verdure a basso contenuto di carboidrati e nichel, come peperoni, zucchine e cavolfiori, sono ottime opzioni per creare piatti sfiziosi come tortini, frittate, spaghetti zoodles e ricchi contorni per i tuoi piatti di carne.

Anche i primi possono essere sostituiti facilmente con zuppe e vellutate di queste verdure, da accompagnare con sfiziosi crostini di formaggio grana o scaglie di bacon! Per quanto riguarda i dessert, sì a yogurt interi accompagnati da piccole porzioni di anguria o mela, due frutti solitamente poveri di nichel.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MENÙ COMPLETO DI ESEMPIO DI 7 GIORNI DELLA DIETA CHETOGENICA IN PDF E GRATUITO >>

Allergia al nichel: gli errori da non fare

Combattere l’allergia al nichel è possibile, a tavola e non solo! Come visto, sono diversi gli ingredienti sicuri (e keto) che potrai introdurre nelle tue ricette. Oltre all’attenzione per ciascun alimento però, ti consigliamo di mettere in pratica i seguenti consigli:

  • quando cucini, ricorda di utilizzare pentole in vetroceramica o alluminio;
  • prediligi cotture semplici e prive dell’aggiunta di pangrattato (evita le fritture);
  • cerca di evitare il fumo: in ciascuna sigaretta sono contenuti diversi microgrammi di nichel;
  • leggi attentamente le etichette dei saponi che utilizzi per lavarti e per pulire le superfici;
  • se noti un progressivo aumento di sintomi gastrointestinali, chiedi consulto al tuo medico e sottoponiti agli esami;
  • cerca di maneggiare oggetti metallici il meno possibile.

Seguendo queste semplici regole potrai tornare a sorridere e goderti i tuoi pasti in completa armonia, dicendo finalmente addio ai fastidi procurati dal nichel!

SCARICA LA GUIDA

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *