Pochi test diagnostici rivestono la centralità degli esami del sangue per la tiroide. Questi prelievi offrono infatti uno sguardo approfondito sul funzionamento di uno degli organi endocrini più influenti del corpo umano, la ghiandola tiroidea.
In questo articolo, scoprirai tutto ciò che c’è da sapere sugli esami della tiroide: passo dopo passo capirai quando si devono fare, come leggere i valori, e se lo vorrai, quale dieta adottare per prevenire il rischio di disturbi! E, prima di cominciare, eccoti un piccolo ripasso introduttivo sulla tiroide e sulle sue funzioni!
Tiroide: cos’è e come funziona


La tiroide è una ghiandola presente nel collo che si occupa della regolazione ormonale all’interno dell’organismo. Essa non è però sola: insieme a molte altre parti del corpo (ipofisi, pancreas, timo, parotidi e ghiandole surrenali) fa parte del sistema endocrino.
La sua forma è a “farfalla”, e le sue dimensioni sono ridotte, fattore che permette alla tiroide di inserirsi alla perfezione tra laringe, trachea e, negli uomini, dietro il pomo d’Adamo.
Si tratta di una ghiandola che serve per produrre gli ormoni triiodotironina (T3) e tiroxina (T4), molecole essenziali per la regolazione di tutti i principali processi metabolici e non solo. Quando leggi formule come FT3 e FT4 si parla di questi ormoni in forma libera (“Free” in inglese).
Pensa infatti che il funzionamento della tiroide influisce direttamente su:
- regolazione del peso (tendenza a dimagrire o ingrassare);
- livelli di colesterolo;
- texture della pelle;
- forza muscolare;
- funzioni cardiache;
- sviluppo del cervello;
- ciclo mestruale;
- respirazione e molti altri processi fisiologici.
È evidente: prendersi cura della tiroide permette di godere di una salute ottimale, oltre che di ottenere una forma fisica tonica ed una pelle più bella. Purtroppo, circa 6 milioni di persone in Italia (soprattutto donne) soffrono di patologie della tiroide.
Ma quindi quali sono gli esami del sangue della tiroide da fare? E ogni quanto è necessario monitorare la salute di questa ghiandola? Generalmente, vengono prescritti esami specifici per capire se l’individuo stia vivendo una situazione regolare oppure abbia sviluppato ipertiroidismo/ipotiroidismo.
Sintomi dell’ipertiroidismo


L’ipertiroidismo consiste in una iperattività della tiroide. La ghiandola infatti, comincia a produrre più ormoni tiroidei del dovuto (T3 e T4), accelerando molte delle normali funzioni fisiologiche.
Tipicamente, chi soffre di ipertiroidismo sperimenta:
- debolezza;
- stanchezza prolungata;
- disturbi del sonno;
- nervosismo;
- ansia e attacchi di panico;
- tachicardia (battito cardiaco accelerato);
- vampate di calore;
- perdita di peso indesiderata;
- forte appetito.
Naturalmente, per parlare di ipotiroidismo devono essere escluse altre possibili cause, e la presenza di questi sintomi deve essere prolungata per diversi mesi senza una concreta risposta alle cure.
Sintomi dell’ipotiroidismo
L’ipotiroidismo primario è una condizione ancora più popolare dell’ipertiroidismo, e consiste in un rallentamento della produzione di ormoni T3 e T4.
I sintomi di questa condizione includono:
- calore dell’umore;
- aumento di peso;
- debolezza;
- dolori muscolari e crampi;
- intolleranza alle basse temperature;
- stitichezza.
Ma quando è necessario rivolgersi ad un medico? Generalmente occorre prestare sempre attenzione agli sbalzi di salute dell’organismo, soprattutto se in famiglia sono già presenti casi di problemi alla tiroide.
Una volta che il medico avrà effettuato un primo screening, è probabile che il secondo passaggio consiste nella prescrizione degli esami del sangue per la tiroide. Ecco quali sono e come funzionano.
Tipologie di esami del sangue tiroide: ormoni e anticorpi
L’esame più comune per la valutazione delle funzioni tiroidee è il cosiddetto test del TSH. Probabilmente, se hai sofferto di condizioni come aumento di peso o depressione, il tuo medico potrebbe averti prescritto proprio questo strumento diagnostico dedicato all’analisi degli ormoni tiroidei. Oltre ad esso vi sono l’analisi dei livelli di FT3 e FT4, così come quella degli anticorpi tiroidei. Ecco più nel dettaglio la funzione di ciascun rilevamento:
- l’esame TSH della tiroide è uno dei più importanti, ed in effetti è sempre il primo ad essere prescritto dall’endocrinologo o dal medico di base. Esso serve per conoscere il livello di tireostimolante, l’ormone che stimola la ghiandola a produrre FT3 e FT4 (rispettivamente triiodotironina libera e tiroxina libera). Un livello di TSH basso è correlato a ipertiroidismo, mentre un livello di TSH alto suggerisce ipotiroidismo.
- La rilevazione dei livelli di FT3 e FT4 è a sua volta centrale per comprendere se vi siano dei danni a livello della tiroide, poichè livelli eccessivi o al contrario carenti di questi ormoni possono significare ipertiroidismo o ipotiroidismo;
- L’esame degli anticorpi tiroidei è invece molto importante per capire se il soggetto sia colpito da una forma di patologia autoimmune a danno della tiroide.
Oltre a queste tre analisi principali, per completare la diagnosi il medico può prescrivere anche la rilevazione di calcitonina e tireoglobulina, spesso coinvolte nella gestione del tumore alla tiroide.
Valori TSH, FT3 e FT4


Prima di iniziare a interpretare i tuoi esami del sangue della tiroide da solo, ti consigliamo di consultare sempre il parere del tuo medico curante. Inoltre, ricorda che prima di svolgere queste analisi è molto importante non assumere integratori di iodio, alimenti come sale iodato oppure altri farmaci!
Detto questo, è possibile delineare alcuni intervalli ritenuti “normali” per ciascuno degli ormoni tiroidei fin qui esaminati. Il primo passo per comprendere se la tiroide funzioni correttamente o meno consiste come detto nell’analisi del TSH. Ecco una lista dei valori della tiroide negli esami del sangue:
- I livelli ritenuti normali di TSH sono compresi tra 0,4 e 4,0 mlU/L;
- l’FT3 deve essere compreso tra 2 e 3,5 pg/mL;
- l’FT4 deve rientrare tra 9 e 18 pg/mL.
A titolo generale comunque, è bene premettere che ciascun laboratorio di analisi può variare leggermente i valori di riferimento degli ormoni tiroidei. Se il tuo valore TSH per esempio non corrisponde a quelli indicati qui, non preoccuparti!
I dati messi a disposizione nell’articolo sono indicativi e non sostituiscono mai la diagnosi del tuo dottore. Inoltre, ricorda che condizioni come la gravidanza oppure la presenza di patologie possono alterare questi valori, ma ciò non significa necessariamente che tu soffra di problemi alla tiroide.
Come interpretare questi dati?
Ed ecco un piccolo schema che ti aiuta a comprendere come interpretare i dati ottenuti con gli esami della tiroide:
- se TSH è alto ma T4 e T3 sono normali, potresti sperimentare ipotiroidismo lieve; se TSH è alto ma questi ultimi due sono bassi, un ipotiroidismo vero e proprio;
- se TSH è basso e T4 e T3 sono normali, un ipertiroidismo lieve; se questi ultimi sono alti, ipertiroidismo vero e proprio;
- con tutti e tre i valori bassi potrebbero essere presenti patologie di altra natura.
In presenza di anticorpi anti TSH, anti tireoperossidasi (TPO) oppure in presenza di anticorpi anti tireoglobulina è necessario prestare qualche attenzione in più, rivolgendosi ad uno specialista al più presto.
Alimentazione e tiroide: il ruolo della dieta detox


Purtroppo ad oggi poche persone sanno che la loro debolezza, stanchezza, tendenza ad ingrassare o tachicardia potrebbero derivare da un malfunzionamento della tiroide.
Fortunatamente però, in caso di diagnosi non solo è possibile accedere a terapie mirate, poco costose e quasi prive di effetti collaterali, ma addirittura intervenire direttamente sul problema grazie alla dieta.
Sono molti gli endocrinologi convinti che una scelta accurata dei cibi possa ridurre l’infiammazione e escludere così la comparsa di complicazioni o peggioramenti dei sintomi.
La dieta detox è spesso una delle soluzioni più consigliate, in quanto per sortire effetto può essere seguita anche solo per 7-15 giorni. Essa consiste nel preferire:
- alimenti biologici di origine vegetale o animale;
- prodotti a km zero;
- cibi privi di sostanze irritanti;
- fonti di vitamine e sali minerali sane e nutrienti;
- prodotti di stagione, cresciuti in condizioni che non richiedono l’utilizzo di prodotti chimici.
Grazie a questa dieta eliminare le tossine (endogene ed esogene) è semplice e gustoso. Il risultato? Un organismo più forte, sano e una funzionalità tiroidea migliorata.
Problemi alla tiroide: cosa mangiare e cosa evitare
Tra i cibi amici della tiroide alla base della dieta detossificante rientrano:
- carni biologiche e magre come quelle di pollo, tacchino e coniglio;
- uova da allevamento a terra possibilmente bio;
- pesce come tonno, merluzzo, sgombro, aringhe e acciughe tutti ricchi di Omega 3, gli acidi grassi sani dal potere antiossidante. Attenzione però a scegliere sempre alimenti privi di mercurio, un metallo dannoso per la tiroide;
- verdure di stagione tra cui: avocado, spinaci, cavoli, cavolfiori, carciofi, cetrioli, finocchi, broccoli, patate dolci, carote, aglio, sedano, zucchine; limita le solanacee come pomodori e melanzane;
- frutta fresca di stagione, come pesche, albicocche, angurie, arance, mandarini, mirtilli, lamponi, ribes, fragole, melone, banane, mele, pere, limoni, anguria, melograno, ricchi anch’essi di enzimi capaci di dare una spinta in più alle funzioni depurative del corpo;
- legumi, tra i quali troviamo fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave, lupini;
- frutta a guscio, come noci, anacardi, nocciole, mandorle;
- latte e yogurt vegetale non zuccherato come latte di cocco o latte di mandorla.
I cibi da evitare
Per ridurre l’infiammazione e altri disturbi invece, la dieta detox consiglia di evitare:
- cereali contenenti glutine e tutti i loro derivati;
- latte di origine animale, anche se scremato;
- tutti gli insaccati ed i prodotti contenenti nitriti e nitrati;
- alimenti zuccherati come merendine, snack e bibite;
- alcolici.
La prevenzione della salute della tiroide a tavola


La corretta gestione della salute della tiroide coinvolge non solo uno screening periodico con esami del sangue specifici, ma anche scelte quotidiane legate alla dieta e allo stile di vita.
Integrando la tua alimentazione con alimenti naturali e ricchi di iodio, potrai favorire un corretto funzionamento di questa ghiandola fondamentale, offrendo un supporto notevole ad eventuali terapie mirate.
Così facendo, potrai vivere una vita più sana e soddisfacente, dicendo finalmente addio a stanchezza, sbalzi di umore o problemi di peso!
2 risposte
Ciao Margherita, sono molto contenta di averti trovata così per caso su youtube. Sei una persona meravigliosa.
Ti ringrazio dei tuoi consigli molto utili e preziosi per me.
Io soffro di ipotiroidismo, iniziata con una tiroidite postpartum che è diventata cronica. Però non ho mai fatto attenzione alla alimentazione ( da poco ho scoperto che la tiroide ha bisogno di una alimentazione adeguata).
Perdere peso non ho bisogno, anzi sono anche troppo magra, la tua dieta detox credi che potrebbe aiutarmi a migliorare la mia tiroide e a acquisire un pó di peso?
Ti ringrazio di cuore per tutto quello che fai con tanto amore e soprattutto gratuito.
Corina
Ciao Corina, mandami una mail!