Morbo di Crohn: sintomi iniziali, diagnosi e trattamento

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica che colpisce il tratto gastrointestinale. Conosciamo meglio i suoi sintomi, le cause e le opzioni di trattamento.

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Il Morbo di Crohn è un disturbo infiammatorio che sta ottenendo sempre più attenzione da parte della comunità scientifica. Dall’inizio degli anni Duemila i soggetti colpiti sono in continua crescita, soprattutto in Occidente. Anche se le ragioni di questo incremento sono ancora in parte sconosciute, c’è da dire che grazie alla medicina è sempre più facile gestire i sintomi di questa malattia.

Grazie ad adattamenti della dieta e dello stile di vita, molti pazienti con Morbo di Crohn conducono oggi una vita piacevole ed appagante. Se hai ricevuto da poco questa diagnosi o sei interessato a saperne di più, di seguito trovi quello che c’è da sapere sull’argomento.

Grazie all’informazione, potrai conoscere i sintomi precoci del disturbo e i trattamenti oggi consigliati dagli esperti.

Morbo di Crohn: cos’è e chi colpisce

Il Morbo di Crohn, anche conosciuto come malattia di Crohn, è un disturbo intestinale di natura cronica. Ciò significa che una volta presente non può essere guarito del tutto, ma che i suoi sintomi possono essere gestiti nel tempo, evitando che peggiorino.

Questo disturbo, insieme alla colite ulcerosa, fa parte delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI). Secondo recenti dati epidemiologici, colpisce prevalentemente adolescenti ed adulti di età compresa tra i 15 e i 30 anni. Sembra inoltre che la prevalenza dei casi coinvolga il sesso femminile. Paiono anche in aumento i casi pediatrici, un dato che ha spinto gli esperti ad approfondire ulteriormente l’eziologia del disturbo.

Malattia di Crohn: cause scatenanti e fattori di rischio

Nonostante progressivi passi avanti nella ricerca sul Morbo di Crohn, i medici faticano ancora a ricondurre il disturbo ad una causa specifica. Sembra infatti che il problema derivi da una combinazione di fattori, i quali oltre alla già citata fascia d’età includono:

  • storia familiare: avere un parente di primo grado con la Malattia di Crohn aumenta significativamente il rischio di svilupparla;
  • fumo: i fumatori hanno un rischio più elevato di sviluppare la Malattia di Crohn e tendono a sperimentare sintomi più severi rispetto ai non fumatori;
  • area geografica di riferimento: la malattia è più comune nei Paesi industrializzati. Ciò suggerisce che alcuni fattori legati allo stile di vita occidentale possano avere un ruolo nella comparsa del disturbo.

Le cause per ora ipotizzate riguardano una predisposizione genetica. Quest'ultima è per molti evidente, poiché la Malattia di Crohn tende a manifestarsi all'interno delle famiglie.

Al rischio di sviluppare la malattia sono state associate anche delle mutazioni del gene NOD2.

Anche una risposta immunitaria anomala è considerata un fattore cardine: il sistema immunitario, nel tentativo di combattere i microrganismi intestinali, finisce per attaccare i tessuti del tratto gastrointestinale, causando un’infiammazione cronica.

Alcune evidenze pongono sotto osservazione il “fattore dieta”. Le infezioni intestinali causate dal consumo di elevate quantità di grassi saturi possono essere correlate alla comparsa della malattia. Anche uno scarso apporto di fibre risulta implicato nella manifestazione del Morbo di Crohn.

Nessuna delle cause sopra elencate pare però sufficiente di per sé. È più probabile che chi ha la malattia sia interessato da una concomitanza di fattori.

Sintomi iniziali del Morbo di Crohn e sviluppo nel tempo

I sintomi precoci del Morbo di Crohn possono variare notevolmente tra gli individui, ma alcuni segnali comuni possono aiutare a identificare la malattia nelle sue fasi iniziali.  Tra le manifestazioni più frequenti si annoverano:

  • dolori addominali ricorrenti, spesso localizzati nella parte inferiore destra dell’addome;
  • evacuazioni persistenti;
  • affaticamento frequente;
  • perdita di peso inspiegabile;
  • febbre bassa persistente;
  • gonfiore addominale;
  • i casi infantili portano a ritardi nella crescita del bambino.

Con il passare del tempo, la malattia può progredire e i sintomi possono intensificarsi o cambiare. Il Morbo di Crohn si manifesta anche con sintomi della bocca come alito cattivo, gengive sanguinanti e ulcere. Le fasi acute possono essere caratterizzate da episodi più gravi di dolore addominale e diarrea, accompagnati da ulcere intestinali e sanguinamento rettale. 

Possono poi comparire complicazioni extraintestinali come:

  • artrite;
  • problemi dermatologici;
  • infiammazione degli occhi;
  • malattie epatiche. 

L'infiammazione cronica può portare a restringimenti (stenosi) del tratto intestinale e alla formazione di fistole, connessioni anomale tra l'intestino e altre parti del corpo.

Il decorso del Morbo di Crohn è spesso imprevedibile, e vede alternarsi periodi di remissione a fasi di riacutizzazione. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato sono fondamentali per gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita del paziente. 

Ancora una volta, sono le terapie personalizzate, basate cioè su farmaci, dieta e supporto psicologico, ad aiutare a mantenere la malattia sotto controllo in modo efficace. 

Distinguere il morbo di Crohn dalle altre malattie: quali esami fare?

Per diagnosticare il Morbo di Crohn vengono utilizzati diversi esami clinici, di laboratorio e di imaging. Questo ricco insieme di strumenti diagnostici aiuta i medici a distinguere la malattia da altre condizioni gastrointestinali. 

L'anamnesi e l'esame fisico sono i primi passi: il medico raccoglie le informazioni sui sintomi e la storia medica del paziente. Seguono gli esami di laboratorio, come l'emocromo completo (CBC), il test della proteina C-reattiva (PCR) e la velocità di eritrosedimentazione (VES). Questi ultimi aiutano a rilevare segni di infiammazione e anemia. Gli esami delle feci sono utilizzati per escludere infezioni e rilevare sangue occulto.

La colonscopia è però fondamentale per visualizzare direttamente l'interno del colon e prelevare biopsie per l'analisi istologica, essenziale per identificare caratteristiche specifiche del Morbo di Crohn, come i granulomi. 

L'endoscopia a capsula è utile per esaminare l'intestino tenue, mentre la risonanza magnetica enterografica (MRE) o la tomografia computerizzata (TC) forniscono immagini dettagliate dell'intero tratto intestinale, identificando infiammazioni, stenosi e fistole.

La combinazione di questi esami permette una diagnosi accurata, escludendo altre condizioni con sintomi simili e confermando la presenza del Morbo di Crohn.

Morbo di Crohn: cure e prospettive

Le prospettive per chi vive con il Morbo di Crohn migliorano giorno dopo giorno. Le nuove terapie farmacologiche stanno dimostrando un'efficacia significativa nel ridurre l'infiammazione e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Recenti studi hanno evidenziato che trattamenti avanzati possono prevenire complicazioni gravi e ridurre la necessità di interventi chirurgici urgenti​.

Oltre ai farmaci, la ricerca si sta concentrando su obiettivi come la guarigione mucosale piuttosto che la sola remissione clinica, un cambiamento di paradigma che potrebbe migliorare ulteriormente gli esiti a lungo termine per i pazienti​.

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