Come migliorare la salute della tiroide con l’olio di cocco

I sintomi dell'ipotiroidismo sono aumento di peso, dolori articolari, sensibilità al freddo, stitichezza, debolezza, mestruazioni abbondanti e capelli fragili.

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La tiroide è una ghiandola endocrina che produce gli ormoni necessari a regolare l’umore, il metabolismo, i livelli di energia, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Pertanto, è importante che questa ghiandola funzioni correttamente per la salute globale dell’organismo. Sono circa 6 milioni gli italiani che soffrono di disturbi della tiroide e, in particolare, di ipotiroidismo.

Cos'è l'ipotiroidismo

L'ipotiroidismo è una è una sindrome dovuta ad una insufficiente azione degli ormoni tiroidei a livello dei vari tessuti e può causare sintomi diversi, quali aumento di peso, dolori articolari, aumento della sensibilità al freddo, costipazione, affaticamento, debolezza generale, flusso mestruale abbondante, capelli fragili, unghie deboli, pelle secca, malattie cardiache e la sterilità.

Posto che, in una materia così delicata come quella della salute della tiroide, è assolutamente vietato il fai-da-te e occorre sempre rivolgersi ad un medico endocrinologo per gli esami di accertamento e le relative eventuali terapie, vi sono alcuni accorgimenti che si possono adottare: ad esempio, prendersi cura dell’alimentazione e adottare uno stile di vita sano sono di consistente aiuto. 

Ci sono cibi da evitare, quali i prodotti da grande distribuzione che contengono conservanti, zucchero, amido e grassi, e cibi da preferire, come frutta, verdura e cereali integrali. Quando la funzionalità della tiroide è ridotta a causa dello scarso apporto di iodio, è possibile che il medico suggerisca di aumentare il consumo, anche quotidiano, di alimenti che ne sono ricchi. Inoltre, è opportuno sapere che la tiroide, per poter funzionare adeguatamente, necessita di un adeguato apporto di proteine.

Un altro consiglio utile è quello di consumare le verdure crucifere avendo l’accortezza di cuocerle bene, per almeno 25 minuti (mi riferisco a cavolfiori, broccoli, verze, cavoli e in generale tutti gli alimenti appartenenti a questa famiglia): al loro interno hanno delle sostanze potenzialmente in grado di rallentare la tiroide, ma la loro azione gozzigena viene inibita attraverso il procedimento di cottura.

Ma c’è di più!

Esistono dei cibi specifici che contribuiscono, con le loro proprietà, a stimolare il funzionamento della tiroide: uno di questi alimenti è proprio l’olio di cocco. L’olio di cocco viene estratto dalla la polpa essiccata del frutto da cui prende il nome, scaldata a bassa temperatura fino a quando l’umidità è totalmente evaporata, lasciandone solo i residui di olio. Contrariamente alla sua definizione di olio, si presenta in forma piuttosto solida e si fonde quando raggiunge un temperatura di circa 25°. Durante il suo acquisto è obbligatorio optare per un olio vergine, che sia biologico e non idrogenato e al quale non siano stati addizionati agenti chimici.

Come fa l’olio di cocco ad aiutare la funzionalità della tiroide?

L’olio di cocco contiene molti acidi grassi a catena media che si trovano anche nel latte materno umano. Questi acidi grassi rafforzano il sistema immunitario, distruggono i batteri nocivi e distruggono i virus e hanno un effetto antinfiammatorio e antimicrobico. I benefici dell’olio di cocco, in caso di  ipotiroidismo, sono dati proprio dal suo contenuto unico di acidi grassi a catena media: ad esempio, l’acido laurico in esso contenuto, ha ottime proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche. 

Un altro acido grasso di cui è ricco l’olio di cocco è l’acido caprilico, il quale ha una serie di proprietà in favore della salute e antifungine. Grazie a questi, l’olio di cocco può anche aiutare nella perdita di peso e a sostenere il metabolismo. Infatti, gli ormoni tiroidei giocano un ruolo fondamentale nel funzionamento delle cellule e influenzano ampiamente il livello di metabolismo. 

Ciò detto, grazie all’olio di cocco si possono migliorare anche alcuni sintomi dovuti all’ipotiroidismo. Ad esempio, per ridurre dolori muscolari e articolari, frequenti in caso di ridotta funzionalità tiroidea, è utile massaggiare le zone colpite con olio di cocco caldo un paio di volte al giorno. Questo olio allevia anche la costipazione tipica dell’ipotiroidismo e, se applicato a livello topico, aiuta ad idratare la pelle e ad infoltire i capelli, tutte problematiche legate all’ipotiroidismo. 

Come si può assumere l’olio di cocco per migliorare la salute della tiroide?

Come già detto, per poter aiutare la funzionalità della tiroide, è necessario utilizzare solo olio di cocco vergine e biologico ed è possibile consumarne dai 2 ai 4 cucchiai al giorno. Per includere l’olio di cocco nella dieta, è possibile aggiungerlo al caffè, al tè caldo, ai frullati o al latte. Può essere inoltre utilizzato nella cucina quotidiana, per cucinare o come condimento.

Anche l’antica pratica denominata oil pulling, se effettuata con con olio di cocco vergine biologico, può contribuire a migliorare il metabolismo e la funzionalità tiroidea. La tecnica prevede semplicemente dei risciacqui con un cucchiaio di olio di cocco in bocca per circa 15 minuti al giorno, al mattino a stomaco vuoto. Occorre evitare di inghiottire l’olio saturo di tossine durante l’esecuzione dell’oil pulling: al termine, si sputa l’olio e si sciacqua la bocca con dell’acqua tiepida. Questa tecnica può essere provata ogni giorno per circa un mese, per poterne iniziare a vedere i risultati.

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